Secondo natura

Come l’evoluzione ci aiuta a ripensare il cancro

9,99

Di: Athena Aktipis
Traduzione di Lavinia Ferrone

Collana: Saggi Pop


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Descrizione

“Un libro affascinante, su una questione che sta raggiungendo l’importanza che merita: il cancro come fenomeno evoluzionistico”.
David Quammen

“Considerando che il corpo umano è costituito da circa trentamila miliardi di cellule che continuamente cooperano e si coordinano, il cancro non è nient’altro che uno dei possibili esiti dei processi evolutivi che avvengono nel corpo durante la vita
di un individuo”.
Dalla prefazione di Lavinia Ferrone

Quando pensiamo alle forze che hanno dato vita al cancro non pensiamo all’evoluzione. In realtà le due cose sono strettamente connesse: il processo storico che ha creato la vita è il medesimo che crea il cancro. Questo saggio torna indietro a milioni di anni fa, al momento in cui le forme unicellulari diventarono organismi multicellulari, e fra quei corpi di cellule cooperanti emersero quelle che utilizzavano troppe risorse e si replicavano senza controllo. L’autrice mostra quanto l’evoluzione abbia spianato il campo per l’ubiquità del cancro, e perché continuerà a esistere finché esisterà la vita multicellulare. Tuttavia questo non significa che dobbiamo rinunciare a curarlo, anzi: l’approccio evoluzionistico può offrire nuove e promettenti opzioni per la prevenzione e i trattamenti della malattia.
Grazie a una panoramica interspecie stiamo scoprendo nuovi meccanismi per la soppressione dei tumori, e i molti modi in cui le forme di vita si sono evolute per tenere il cancro sotto controllo. Accettando il fatto che il cancro è parte del nostro presente, passato e futuro biologico, e che non possiamo vincere una guerra contro l’evoluzione, le cure possono diventare più intelligenti, più strategiche, più umane.


Athena Aktipis è docente del dipartimento di Psicologia e dell’Arizona Cancer Evolution Center dell’Arizona State University. Ha cofondato l’International Society for Evolution, Ecology and Cancer; oltre a numerosi altri progetti interdisciplinari con al centro le capacità umane di scambio e resilienza. Ha prodotto un podcast chiamato Zombified dove indaga gli effetti delle crisi sulle fragilità umane.

Lavinia Ferrone si occupa di ricerca in Biochimica al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova. La sua ricerca si concentra sul ruolo della riprogrammazione metabolica delle cellule tumorali nei linfomi B non-Hodgkin. Collabora con «Il tascabile».

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