AAVV, Nicola Samorì (ill.)
Il trionfo del Tempo e del Disinganno
15,00 €
Il numero nove di «Calibano» è legato all’opera di Händel Il trionfo del Tempo e del Disinganno. Il tema a questo connesso è il tempo, in tutte le sue declinazioni politiche, estetiche, linguistiche.
«Calibano» è uno spazio critico e sperimentale, dove l’Opera e le arti performative incontrano il pensiero contemporaneo. Con Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel, il numero 9 esplora il tempo come percezione sfuggente: un’entità relativa, costruita socialmente e costantemente reinventata dall’arte per sfidare l'accelerazione e l'impermanenza.
Tra fisica, media digitali, musica e cinema, il numero 9 della rivista svela le molteplici forme della temporalità. Il filosofo e professore di media e new humanities Dominic Pettman indaga il rapporto tra bellezza, piacere e invecchiamento, da Händel a TikTok; il giornalista e critico musicale Alberto Mattioli ripercorre i record di durata e le abitudini d'ascolto nell’opera lirica; il filosofo Mauro Dorato chiarisce il divario tra il tempo oggettivo della scienza e quello soggettivo dell’esperienza, mentre il professore di antropologia culturale Gianluca Ligi esplora la costruzione dei calendari e dei ritmi sociali. La saggista Claudia Attimonelli attraversa le culture sonore contemporanee indagando come il suono abbia reinventato il tempo tra macchine e dancefloor, e la docente di cinema Giulia Carluccio riflette sulla temporalità cinematografica tra durata, montaggio e sguardo.
Nei contributi speciali, il giornalista Alberto Piccinini rievoca l'eclissi pubblica della cantante Mina in un intreccio di bellezza e disinganno; il direttore di «Calibano» Paolo Cairoli indaga lo stile tardo degli autori e la consapevolezza della fine, mentre lo scrittore Vanni Santoni esplora le diverse declinazioni del tempo all'interno della storia della narrativa, seguiti da un'analisi della compositrice Lucia Ronchetti dedicata alle macchine d'ascolto. Come sempre, il numero ospita una testimonianza – affidata all'artista Nicola Samorì, che racconta la propria pratica di falsificare e sporcare la materia per conferire un'età alle opere d'arte – e un racconto inedito, questa volta firmato dallo scrittore statunitense Michael Frank.
Copertina e illustrazioni interne: opere di Nicola Samorì, cortesemente concesse dall’artista a illustrazione di una tematica a lui vicina come quella del tempo.Nicola Samorì (ill.)
Copertina e illustrazioni interne: opere di Nicola Samorì, cortesemente concesse dall’artista a illustrazione di una tematica a lui vicina come quella del tempo.
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Sulla collana: Calibano
Calibano è la rivista di effequ e del Teatro dell'Opera di Roma. Quattro numeri all'anno; ogni numero è una monografia legata a un tema suscitato dall'opera in cartellone al momento dell'uscita. Calibano non parla di opera: la rivista si propone di tornare a dare la voce a chi per troppo a lungo è rimasto fuori dalla scena, ed è dunque una nuova occasione per effequ di essere trasversale, a sua modo storta, come le è sempre piaciuto essere, e soprattutto per imparare, che è il vero tesoro del mestiere editoriale.