Marianna Crasto
Le antenate
NOVEMBRE 2026
«Ho a disposizione qualche opzione in più» rispondo. Zia Vittoria si china verso di lei per parlarle nell’orecchio e io aspetto che traduca, tanto tutto ha sempre a che fare con me. Dice che posso avere pure cento opzioni, ma se non decido è come non averne nessuna.
Il matrimonio di Sara è finito, e lei si è chiusa in camera da letto. Fuori piove, e sullo schermo del portatile scorrono storie di santi, martiri, onomastici e apparizioni. Poi, davanti a lei, compaiono due donne morte: la prozia Sara e zia Vittoria, le antenate da cui lei e sua sorella hanno ereditato il nome. La visita arriva nel momento peggiore: la storia con Ettore è andata in pezzi dopo vent’anni di amore, figli, racconti condivisi e una relazione con Bruno, collega incontrato nelle pause sigaretta. Eppure, le antenate costringono Sara a rimettere in ordine ciò che è accaduto: la festa in cui Ettore l’ha vista per la prima volta, la famiglia costruita insieme, la colpa, il desiderio, la separazione. Accanto alla sua storia riaffiorano quelle delle donne che l’hanno preceduta: una prozia incinta, un fotografo incontrato allo zoo, zia Vittoria con la campagna, l’orzo caldo, le uova, le sorelle, gli animali e un modo tutto suo di immaginare la morte. Con ironia, dolore e precisione, questa raffinata commedia attraversa matrimoni, fantasmi e legami familiari, raccontando il punto in cui i vivi devono fare i conti con le proprie storie e con quelle che hanno ricevuto in eredità.
Marianna Crasto
Marianna Crasto (Napoli, 1984) è laureata in Filologia moderna, scrive racconti da molti anni, pubblicati su «inutile», rivista di cui è redattrice (tra gli altri, Guida alla morte per ragazze perbene), «minima&moralia» (Un milione di cfu) e «inchiostro» (Paolina).

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Sulla collana: Rondini
Una collana di narrativa. Narrativa è una parola chiara, eppure vuol dire un sacco di cose. Per questa collana la narrativa è leggera e inquieta. Perché tutto ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve narrare.