Marianna Crasto
Il senso della fine
Fascia di prezzo: da 9,99 € a 18,00 €
Non appena ebbi cinque minuti per pensare alla fine del mondo, schiacciai mute sul telecomando e mi stesi sul pavimento. Quello che vidi: polvere a perdita d’occhio in morbide pianure di velluto e batuffoli grigi negli angoli. Mi ero appena innamorata e pensai moriremo quindi, una constatazione che non mi turbò in sé, a eccezione della nostalgia per il nuovissimo amato che avrei perso presto. Pensai anche che pavimento sporco.È il 29 febbraio, e un’edizione straordinaria del tg annuncia l’imminente fine del mondo. Iniziano così disperati preparativi, e si assiste a reazioni scomposte, isterie di massa, e mentre sempre più frequenti fenomeni naturali – e non – cominciano ad abbattersi su tutta la Terra, la cassiera di un supermercato del centro commerciale Magna Grecia, nell’hinterland napoletano, è alle prese con una relazione complessa, iniziata appena prima del drammatico annuncio. Così, in una bizzarra danza di avvicinamento e allontanamento, mentre il pianeta prosegue il suo incontrovertibile conto alla rovescia, si avviluppa e si sviluppa questa piccola, inesorabile, storia d’amore, che forse a suo modo saprà perfino spiegare qualcosa di questo mondo, che presto non sarà più.
Marianna Crasto
Marianna Crasto (Napoli, 1984) è laureata in Filologia moderna, scrive racconti da molti anni, pubblicati su «inutile», rivista di cui è redattrice (tra gli altri, Guida alla morte per ragazze perbene), «minima&moralia» (Un milione di cfu) e «inchiostro» (Paolina).

Approfondimento non disponibile
“Un’apocalisse a bassa intensità, narrata per scene cariche di poesia”
(Dal Giudizio del Premio Calvino 2022)
Può la fine del mondo, una fine del mondo not with a bang but with a whimper – non con uno schianto ma con un lamento, come per il T.S. Eliot di The Hollow Men – renderci, finalmente, capaci di amare?
(Dalle parole di presentazione al Premio Strega di Laura Pugno)
Sulla collana: Rondini
Una collana di narrativa. Narrativa è una parola chiara, eppure vuol dire un sacco di cose. Per questa collana la narrativa è leggera e inquieta. Perché tutto ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve narrare.


