AAVV, Elena Manferdini (ill.)
Peter Grimes/ L’outsider
15,00 €
Il numero quattro di «Calibano» è legato all’opera di Britten Peter Grimes. Il tema a questo connesso è l’outsider, in tutte le sue declinazioni politiche, estetiche, linguistiche.
Un’opera, un’opinione, una figura ai margini: nel quarto numero di «Calibano», la rivista dell’Opera di Roma, il protagonista è l’outsider – colui che non si conforma, non si addomestica, non si integra. Attorno al personaggio di Peter Grimes, emblema tragico dell’esclusione, si compone un mosaico di voci, visioni e linguaggi che indagano il confine tra norma e alterità, potere e marginalità, dentro e fuori.
Dagli outsider queer di Patricia MacCormack alla lettura poetica (e inquietante) di Carmen Gallo sulle origini letterarie del pescatore di Aldeburgh, dal confronto tra Pasolini e David Wojnarowicz proposto da Gian Maria Annovi fino all’autobiografia spiazzante e lucidissima di Janek Gorczyca, questo numero esplora i margini come luoghi di possibilità. Margini reali, simbolici, sociali, digitali – come racconta Viola Stefanello in un saggio che è anche un memoir della Rete.
Gli interventi critici firmati da Christian Raimo, Nicolò Palazzetti, Paolo Mereghetti, Marinella Senatore, Vanni Santoni e molti altri compongono una rivista che non si limita a commentare l’opera, ma la attraversa, la rovescia, la espande.
Un numero necessario in tempi in cui chi è fuori resta spesso muto, o viene messo a tacere. Con «Calibano», le sue voci trovano parola.
Le immagini interne sono elaborazioni grafiche di Elena Manferdini, realizzate anche con software di intelligenza artificiale. La copertina è opera dell’artista Giulio Paolini (© Giulio Paolini), su fotografia di Luca Vianello, per gentile concessione della Fondazione Giulio e Anna Paolini.
Elena Manferdini (ill.)
Le immagini interne sono elaborazioni grafiche di Elena Manferdini, realizzate anche con software di intelligenza artificiale.
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Sulla collana: Calibano
Calibano è la rivista di effequ e del Teatro dell'Opera di Roma. Quattro numeri all'anno; ogni numero è una monografia legata a un tema suscitato dall'opera in cartellone al momento dell'uscita. Calibano non parla di opera: la rivista si propone di tornare a dare la voce a chi per troppo a lungo è rimasto fuori dalla scena, ed è dunque una nuova occasione per effequ di essere trasversale, a sua modo storta, come le è sempre piaciuto essere, e soprattutto per imparare, che è il vero tesoro del mestiere editoriale.
