AAVV, Emilia Trevisani (ill.)
Salome / Proibito
15,00 €
Il numero tre di «Calibano» è legato all’opera di Richard Strauss Salome. Il tema a questo connesso è il proibito, in tutte le sue declinazioni politiche, estetiche, linguistiche.
Il terzo numero di Calibano, la rivista dell’Opera di Roma, esplora il concetto di proibito nelle sue molteplici declinazioni culturali, linguistiche, estetiche e corporee, a partire dalla figura archetipica di Salomè. Simbolo di desiderio e trasgressione, Salomè diventa chiave di lettura per riflettere sulla censura, sulla libertà, sui tabù sessuali e linguistici, sulle norme di genere e sulla performatività del corpo nella scena contemporanea.
Attraverso contributi di studiosi, performer, linguisti e filosofi – tra cui Dominic Pettman, Vera Gheno, Andrea Peghinelli, Sergio Trombetta e Fabiana Giacomotti – il numero affronta temi che spaziano dal linguaggio proibito alla moda normativa, dalla danza dei corpi non conformi alla pornografia algoritmica dei social. Le immagini di Emilia Trevisani, create con intelligenza artificiale, trasformano ogni pagina in un laboratorio visivo che mette in discussione l’estetica dominante.
Calibano non è un semplice approfondimento critico: è un esperimento editoriale e politico, che fa del teatro uno spazio di interrogazione democratica, e della rivista un’estensione di scena e pensiero. Uno strumento per guardare dove non si guarda, e per dire l’indicibile.
Le illustrazioni interne sono manipolazioni digitali di Emilia Trevisani. La copertina è opera dell’artista Giulio Paolini (© Giulio Paolini), su fotografia di Luca Vianello, per gentile concessione della Fondazione Giulio e Anna Paolini.Emilia Trevisani (ill.)
Le illustrazioni interne sono manipolazioni digitali di Emilia Trevisani.
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Sulla collana: Calibano
Calibano è la rivista di effequ e del Teatro dell'Opera di Roma. Quattro numeri all'anno; ogni numero è una monografia legata a un tema suscitato dall'opera in cartellone al momento dell'uscita. Calibano non parla di opera: la rivista si propone di tornare a dare la voce a chi per troppo a lungo è rimasto fuori dalla scena, ed è dunque una nuova occasione per effequ di essere trasversale, a sua modo storta, come le è sempre piaciuto essere, e soprattutto per imparare, che è il vero tesoro del mestiere editoriale.
