AAVV, Iride Scent (ill.)
L’invenzione del medioevo
15,00 €
Il numero otto di «Calibano» è legato all’opera di Richard Wagner Lohengrin. Il tema a questo connesso è il Medioevo, in tutte le sue declinazioni politiche, estetiche, linguistiche.
«Calibano» è uno spazio critico e sperimentale, dove l’Opera e le arti performative incontrano il pensiero contemporaneo. Con il Lohengrin di Wagner, il numero 8 esplora l’immaginario medievale come luogo del possibile, del mito e del desiderio: un tempo che ogni epoca ha reinventato per interrogare sé stessa.
Dal Rinascimento ai mondi fantasy, il Medioevo diventa lente per osservare la costruzione culturale dell’“età di mezzo” e le sue metamorfosi tra politica, arte e cultura pop. Vanessa Roghi indaga la reinvenzione moderna del Medioevo; Elisabetta Fava ne ripercorre il fascino nella musica colta e nell’opera lirica, da Weber a Hoffmann; Federico Canaccini ne svela gli usi politici, mentre Valentina Pigmei esplora il revival medievale come brand turistico. Eloisa Morra e Francesca Scotti attraversano il mondo dei bestiari, e Sergio Pace racconta castelli reali e immaginari.
Tre le testimonianze: Francesco Filidei racconta la genesi e le strategie compositive della sua opera Il nome della rosa, tratta dal celebre romanzo di Umberto Eco; Marta Zura-Puntaroni rievoca l’adolescenza passata nei giochi di ruolo online; Tommaso Pincio intreccia Nietzsche e Wagner in una meditazione sul rapporto tra fede e conoscenza. Come sempre, il numero ospita un racconto inedito – questa volta di Carola Susani – e due rubriche a cura di Giuliano Milani e Christian Raimo.
Copertina e illustrazioni interne: elaborazioni grafiche originali di Irene Scanavacca (Iride Scent), realizzate anche con software di intelligenza artificiale.
Iride Scent (ill.)
Copertina e illustrazioni interne: elaborazioni grafiche originali di Irene Scanavacca (Iride Scent), realizzate anche con software di intelligenza artificiale.
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Sulla collana: Calibano
Calibano è la rivista di effequ e del Teatro dell'Opera di Roma. Quattro numeri all'anno; ogni numero è una monografia legata a un tema suscitato dall'opera in cartellone al momento dell'uscita. Calibano non parla di opera: la rivista si propone di tornare a dare la voce a chi per troppo a lungo è rimasto fuori dalla scena, ed è dunque una nuova occasione per effequ di essere trasversale, a sua modo storta, come le è sempre piaciuto essere, e soprattutto per imparare, che è il vero tesoro del mestiere editoriale.