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Non siamo che alberi

saggio alla scoperta del Bosco degli uomini

14,00

Autore: Filippo Ferrantini; Fotografie: Elisa Bresciani

Collana: Saggi Pop

ISBN 9788898837373

pp. 112 (+ busta con 10 fotografie a colori)

Esaurito

Categoria:

Descrizione

Finalista al premio Vallombrosa 2019


L’olmo della Macchia è quanto resta di tutto il suo passato. Un tempo albero dei sogni, poi della giustizia, poi dei matrimoni, adesso non è più neanche un albero. La gente scuote il capo: questa volta, dicono, non si ripiglia più. Ma l’olmo, ora gracile, schiacciato dai lecci, affogato dai frassini, messo sotto persino dai pioppi, lui giudice, lui dio, non ascolta. In silenzio, magari sorride. E quando lo fa, ritorna, per un istante, il più bello di tutti.

L’uomo è un albero? Per meglio dire: cosa abbiamo in comune noi e gli alberi, quali caratteristiche ci legano? Perché ogni pianta, non si discute, ha un suo carattere, proprio come ogni persona. Ci sono frassini chiusi e pioppi allegri, ontani pratici e tigli gentili, e ancora farnie, lecci, salici malinconici, robinie, olmi, senza dimenticarsi di tutta la macchia. Per ciascun carattere ci sono storie e radici, gesti e rami, pensieri e fronde, ed è un’avventura non da poco notare quanti aspetti abbiamo in comune con il mondo vegetale, e scoprire che conoscerlo può aiutarci a capire di più noi stessi e chi ci circonda.

È intorno a quest’idea che si svolge il presente saggio, ideato da due biologi e raccolto qui in duplice forma, narrata e fotografica. Per ogni albero ci sono un capitolo e una fotografia, e ogni foto è conservata a parte, in una tasca in fondo al volume, per essere utilizzata come segnalibro o in chissà quale altra curiosa maniera.

Un testo valido per tutti, leggibile e osservabile da innumerevoli punti di vista: dall’approfondimento botanico alla curiosità antropologica, dalla narrazione originale e divertente, adatta anche ai più giovani, alla suggestione delle immagini, anch’essa non resa in modo descrittivo bensì artistico, per mantenere vivo il costante rimando, metaforico o forse reale, tra essere umano e vegetazione, entrambi parte di una stessa Natura.


Gli autori di questo libro sono entrambi biologi, entrambi guide ambientali, con percorsi diversi.

Elisa Bresciani, dapprima ricercatrice e ora fotografa,  ha visto l’esposizione dei propri lavori in numerose mostre, con pubblicazioni anche su «Art Tribune».

Filippo Ferrantini con la cooperativa ERSE si occupa di analisi ambientale, pianificazione sostenibile e valorizzazione del territorio, e cerca di salvare qualche pezzo di mondo. Se si escludono qualche decina di articoli scientifici e qualche centinaio di relazioni tecniche, questa è la sua prima pubblicazione.

Rassegna stampa

Alberto Prunetti Lavoro Culturale
Scrivere degli alberi come se fossero umani. All’inizio pensavo a un testo tecnico, poi la sorpresa che invece è un’opera narrativa. Di pregio.
Multisegnalazioni

Silvia Gambi Culturamente
Un viaggio straordinario tra rami e radici, in un bosco popolato da alberi che ci vengono descritti come uomini.
Non siamo che alberi: l’umanità raccontata a passeggio in un bosco

Redazione Zest. Letteratura sostenibile
Nato da dei laboratori per ragazzi questo saggio unisce l’amore per le piante alla ricerca linguistica e alla passione per i miti, riuscendo a non banalizzare l’idea della somiglianza della pianta a tale o talaltro individuo.
Non siamo che alberi | Filippo Ferrantini

Carla GambaleTararabundidee
L’uomo qui dentro non esiste, ci sono solo gli alberi, personificati in una specie di campionario di vizi e virtù in cui però possiamo immedesimarci.
Non siamo che alberi, F. Ferrantini

Sara CacciariniIl terzo news
Il saggio è correlato di note esplicative, utilissime ma che rendono il testo meno scorrevole, non più di facile lettura. Il vantaggio è quello di trovarsi davanti un testo da consultare avendo la libertà di muoversi tra una pagina e l’altra senza seguire per forza un ordine.
“Non siamo che alberi” un saggio di Filippo Ferrantini

Chiara Trevisan La lettrice vis à vis
Albero dopo albero, ci siamo tutti. Lo spavaldo e l’ostinato, il custode e il leale, il lavoratore e il millantatore. Un campionario di vegetazione, un campionario di umanità, che non si lascia classificare più di tanto. Meglio, preferisce lasciarsi attraversare.
Letti, lavorati e chiacchierati: i libri scelti per Letture d’Estate

Giulia PrettaCritica Letteraria
Una lingua che pesca dal bel toscano che porta tutti a lavare i panni in Arno. Con reminiscenze dal sapore dantesco, si percorrono i sentieri e si sentono gli alberi mormorare e parlare con parole d’altri tempi. Loro, d’altra parte, affondano le radici nel mito e nella leggenda.
Gli Ent della Macchia Lucchese: “Non siamo che alberi” di Filippo Ferrantini