Troppo facile fare un disco e sentirsi già bravi

 

Come ricorda Massimo Gasperini, della genovese Black Widow Records (etichetta per gusti forti: prog rock, heavy metal, dark, goth…). E che oggi risponde alle domande di Daniele Coluzzi, autore di Rock in Progress.

La Black Widow Records è stata fondata nel 1990 e ancora oggi resiste ai terremoti del mercato discografico. Qual è il segreto?

Nessun segreto particolare, ma tanta passione, competenza e amore per la musica rock. Tanti anni di lavoro preventivo fatto sul campo, con continui viaggi in Inghilterra, che è la vera patria del rock, e contatti intrapresi nel tempo con etichette, musicisti, negozi, distributori specializzati, produttori, organizzatori… tanti, tantissimi concerti e studi di registrazione, e poi la determinazione nel lasciare un bel lavoro, sicuro e ben remunerato, per seguire il richiamo della mia vera passione. Insomma, anche grazie a un po’ di fortuna, tutto ha funzionato!

Secondo te la comunicazione via web è efficace anche per il vostro particolare genere musicale? Il vostro target lo apprezza o preferisce venire a contatto con i vostri gruppi tramite i live e il passaparola? 

Internet è fondamentale per tutto quello che riguarda la nostra musica, i nostri gruppi, i nostri fan, amici, clienti… e per noi stessi! Il web ha rivoluzionato tutto e ha reso più semplici comunicazioni complicatissime se non impossibili: se penso che fino a pochi anni fa facevamo tutto tramite telefono, posta e fax, quasi non ci credo! La promozione, oggi, è molto più accessibile per tutti, non c’è paragone con gli anni Settanta e Ottanta, quando era impossibile trovare certe informazioni.

Il nostro target è molto ampio, noi ci occupiamo di hard rock, dark, musica progressiva, psichedelia, goth, heavy metal, punk, folk, jazz rock, di dischi rari originali e ristampe, Cd e Dvd: Internet per tutto questo è fondamentale, ma nulla è importante ed emozionante come un concerto dal vivo! Il concerto resta la vera essenza della musica rock, così come i rapporti umani… per noi vale ancora di più un incontro in un pub, davanti a una birra, che cento messaggi e-mail!

In base a cosa scegliete gli artisti con cui collaborate? Come li trovate?

Noi troviamo i gruppi, è vero, ma sono soprattutto loro a trovare noi. Io personalmente navigo ogni giorno almeno per cinque, sei ore e ricevo almeno 150-200 messaggi al giorno!

Ancora oggi ci arrivano Cd da ogni parte del pianeta, moltissimi dall’estero, molti anche ben presentati  e ben confezionati: tanti purtroppo sono di death e black metal, generi che noi non trattiamo. Altri comunque sono veramente scadenti: la dimostrazione di come purtroppo Internet e le nuove tecnologie abbiano reso troppo facile fare un disco e sentirsi, erroneamente, già bravi. Ogni tanto invece ci arriva anche qualche gioiello, che ci emoziona… e allora nascono storie che poi durano nel tempo!

Quale consiglio ti sentiresti di dare d una band emergente?

Di consigli ne avrei tanti, ma il più importante è: quello di amare la musica, farsi una cultura sempre più consistente, ascoltando i classici del rock, i capolavori nascosti e comunque più musica possibile. Bisogna crederci veramente e stare molto lontano da ogni tipo di droga… con la droga ci sono sempre dei gravi problemi e ci si rimette anche la salute: si rischia la vita e non ne vale assolutamente la pena!

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