In Umbria, ‘all’ombra di Caravaggio’

[microcronaca di Susanna Cantore]

Stavolta non si scherza. Ho partecipato a una serie numerosissima di presentazioni, più o meno affollate, più o meno convincenti, più o meno entusiasmanti, con o senza editore, con o senza interventi esterni, con o senza musica o buffet. In locali più o meno adatti, più o meno suggestivi o originali, in cantine e hotel di lusso, in piazze e piazzette, sul mare, ai monti, in campagna, in bar alla moda, al nord e al sud e così via. La serie è davvero lunghissima. Ma questa presentazione di sabato 26 febbraio 2011, nella Sala Gotica del Duomo di Città di Castello ha avuto un’ambientazione davvero prestigiosa. Superiore a tutte (anche nel senso letterale del termine).

In breve: per arrivare a destinazione si deve prima di tutto salire verso il centro storico e oltrepassare la cinta di mura della città, poi salendo ancora entrare nel Museo adiacente al Duomo e da lì continuare a salire attraverso ambienti trecenteschi su vari piani, per rampe di scale e stanze dove sono esposti reperti di valore inestimabile, da pergamene risalenti a Carlo Magno a gioielli sacri dell’anno mille, a madonne lignee dalla composta soavità. Oro, argento, smeraldi, finissimi rilievi cesellati, tesori ecclesiastici si susseguono in un’ascesa che si pensa possa portare… dove?  E sulla cima, infatti, la sala Gotica si apre in tutta la sua maestosa semplicità, sotto arcate acute di mattoni rossi, fra pareti che  espongono pochi ma splendidi dipinti del medioevo e del rinascimento umbro. Siamo sulla cima, in tutti i sensi.

Il circolo culturale che mi ha invitato conta molti iscritti, più di cento dei quali sono qui, attenti, per assistere alla presentazione del mio piccolo libro All’ombra di Caravaggio. Non so bene perché, ma sono più emozionata di tutte le altre volte (lo capirò dopo).

L’introduzione storico-artistica del professor Ennio Cerrini si conclude e lascia spazio alla relatrice che si occupa di presentare il libro. E la relatrice chi è?  E’ la mia amica Rita, con la quale ho condiviso i più bei momenti degli anni di studio universitario. Non ci vedevamo da tempo e questa è l’occasione per ritrovarci e per condividere di nuovo qualcosa di prezioso. Rita Olivieri si occupa di arte contemporanea, in realtà, ed è qui solo per me, non tanto per Caravaggio.  Perciò la presentazione prosegue in tono più amichevole e intimo, con lei che mi fa domande e io che rispondo, ma ambedue ugualmente emozionate di essere lì, di stare in quella cornice prestigiosa, di avere un pubblico così interessato e partecipe, in mezzo al quale c’è anche qualche suo studente (è anche insegnante) che poi sarà coinvolto nella lettura di brani e nella performance musicale finale di sax e clarino , una composizione della fine del Cinquecento.

Ringrazio Rita e  tutti gli organizzatori di avermi invitata e firmo tanti libri che il pubblico mi porta già aperti, complimentandosi.

Poi incomincia la discesa. Fuori fa molto freddo e domani nevicherà, ma le uova col tartufo sono calde e profumate. Mi scalda però soprattutto l’accoglienza. E la serata coi vecchi amici. Grazie, Caravaggio.

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All’ombra di Caravaggio | Mangialibri

Una sera di luglio del 1610, durante un temporale improvviso, una feluca arriva a Porto Ercole. Dalla nave sbarca un prigioniero di nome Michelangelo Merisi che viene trasportato su una barella, in preda alle febbri malariche, in un ospedale all'interno di un convento. Una suora prenderà a cuore le sorti del pittore conosciuto col nome di Caravaggio e ne raccoglierà le confidenze durante gli ultimi giorni della sua vita. Scoprirà allora la storia di un uomo vittima dei soprusi degli altri e della propria intemperanza, ingiustamente condannato alla pena capitale per aver ucciso, solo ed unicamente per legittima difesa, un suo persecutore. Insieme alla visione delle umane miserie e degli eventi che, nonostante ogni buon proposito, guidano le umane esistenze, alla religiosa verrà anche svelato come guardare attraverso la realtà ed arrivare alla bellezza insita a tutto ciò che circonda gli uomini. La natura come specchio della divina intelligenza appare in tutta la sua straordinaria e devastante semplicità nell'esistenza della donna, che ha come sua passione nascosta proprio la pittura. In questo modo, comprendere il corso degli eventi che hanno portato lo straniero su quel lettino d'ospedale, piantonato da due guardie del governatore, equivale a comprendere il mistero della rappresentazione della realtà sulla tela. L'eredità che il maestro lascerà, prima di dare l'addio alla vita, oramai perdonato da Dio e dagli uomini, sarà la maledizione di colei che ne serberà il ricordo, anche materiale....

Raramente ci si trova di fronte a narrazioni così precise, accurate, appassionate come quella di questo libro. Il linguaggio dei protagonisti, l'ambientazione storica e perfino l'atmosfera di attesa che sottende tutto il racconto ne fanno un gioiello di semplicità e chiarezza. La definizione della psicologia dei caratteri incontra l'accuratezza della ricostruzione di fatti la cui documentazione certa è comunque avvolta dal mistero, riuscendo a non tradire le aspettative del lettore ed immergendolo in un periodo storico di grandi rivolgimenti e facendone capire perfettamente i lati rivoluzionari. Pregevole è anche la trattazione della condizione femminile al tempo e l'approccio alla creazione artistica vista dal punto di vista del credente e le implicazioni che ne derivano. Celebrando così, prima ancora che la morte in circostanze misteriose di uno dei più grandi geni mai apparsi sulla scena pittorica di tutti i tempi, la vicinanza reciproca degli esseri umani e degli stessi al loro Creatore, in quanto creatori d'arte.
Monica Paiano, Mangialibri
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“All’ombra di Caravaggio” di Susanna Cantore | La Nazione

La scrittrice ha già pubblicato per effequ due guide d’autore storico-naturalistiche e due racconti storici («Annata 1859» nella raccolta La musica del vino, e «I lumi della ragione» nella raccolta La voce dei matti); e per Sansoni saggi sulla storia del teatro. Ogni settimana continueremo a proporre ai nostri lettori recensioni su libri ambientati in questa terra o che sono scritti da autori locali. SCANDITO da alcune rime della poetessa Vittoria Colonna, il racconto «All’ombra di Caravaggio» ricostruisce e immagina gli ultimi giorni di vita di Caravaggio. In fuga dal bando capitale che pendeva su di lui per un assassinio, o sulla strada di Roma per ricevere la remissione di tale condanna, l’artista muore a Porto Ercole nell’estate del 1610. La scrittrice Susanna Cantore affida la narrazione a una suora del Convento di Santa Maria Ausiliatrice. Dal suo sguardo affacciato alla finestra vediamo lo sbarco della feluca su cui viaggia anche Michelangelo Merisi, scopriamo che è scosso da brividi, in preda al delirio per la febbre alta. «Quando arrivò il nuovo malato pensai che lo portassero per curare quella ferita che gli attraversava metà faccia, ma capii presto che il taglio quasi rimarginato non poteva essere la causa dei sussulti che lo scuotevano a tratti, con intervalli irregolari, come invece avevo visto nelle febbre maltesi di certi marinai che erano venuti altre volte allo spedale». Il pittore, che aveva frequentato cortigiane e ne aveva fatto modelle per i suoi dipinti, lascia la vita accanto a questa donna sensibile e forte al tempo stesso, un’artista come lui, confinata in un convento dalle convenzioni dell’epoca. Una «ladra» di esperienze che non potrà fare a meno di tenere per sé l’ultimo capolavoro del maestro, neppure di fronte alle pressioni del tribunale dell’Inquisizione. Completano il volume una nota dell’autrice in cui si spiega come è nata l’ispirazione per il racconto, una cronologia essenziale con le opere principali di Caravaggio, e il contributo finale della docente di Storia dell’arte Ersilia Agnolucci. Autore delle immagini in copertina è Andrea Angione che entra nelle tele del Seicento con volti contemporanei.

Irene Blundo, La Nazione

 

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“All’ombra di Caravaggio”, un’ipotesi non fa la storia. Ma la umanizza. | Chronica

ROMA - Perché no?!? Tutto sommato, degli ultimi giorni del divin pittore non sappiamo granché; quasi nulla, anzi. Adesso, finanche per la scienza, Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore più acclamato in Europa ma più braccato nella penisola italica, morì e fu sepolto a Port’Ercole, deliziosa piega di costa del Monte Argentario, nella Maremma toscana. La verità non è che un’ipotesi, più o meno romanzata, più o meno fantasiosa: ma pur sempre un’ipotesi. Perché i documenti tacciono, gli archivi han sottratto, la memoria si è persa. Ed ecco dove arriva in aiuto la letteratura. Susanna Cantore giustifica la sua “ipotesi narrativa sugli ultimi giorni di Michelangelo Merisi” con le seduzioni che, in tempi di gioventù, una statua eretta a memento nella pineta della Feniglia esercitava su di lei. All’ombra di Caravaggio, libricino pubblicato nel 2010 dalla effequ - casa editrice con sede, appunto, a Orbetello - è un tentativo fantasioso e tutt’altro che banale di dar voce alla storia che storia non è, perché senza prove, ma leggenda e fantasia. A parlare è una donna, in un mondo (e in una storia) dove di uomini ce ne sono in abbondanza (tra papi, cardinali, sicari e protettori) ma le donne son confinate al ruolo di sbadate ombre, di evanescenti profili.
Le donne, in realtà, son due: una monaca dalla vocazione fragile, dall’istinto pittorico, che accoglie l’ospite febbricitante e delirante, sfregiato nel volto e nell’animo; e un’altra, più immateriale, presente soltanto in una manciata di versi che accompagna il racconto, che sostiene la personalità della monaca e che strappa un sorriso amaro al morente: Vittoria Colonna, raro esempio di poesia al femminile mai rinnegata dalla letteratura italiana accademica. La monaca ci scorta in questo percorso all’assoluzione del Caravaggio, mèta ultima forse (a dir la verità) troppo accelerata e scontata: sia perché concessa e riservata soltanto a lei (e non all’ufficialità), sia perché quasi estorta da quel comune sentimento umano dell’angoscia in articulo mortis. Però s’è detto che, delle ore che precedettero la morte del pittore, niente se ne sa e tutto si può immaginare, sicché si può persino perdonare questa scantonata moraleggiante verso un pentimento che non è necessario, né doveroso, ci sia stato (e, in più, finanche la monaca, definitivamente spezzatasi la sua vocazione dopo lo scontro con Caravaggio, sarà condannata per eresia).
All’ombra del Caravaggio ci sorprende: perché ha il coraggio di giocare con la storia, d’immaginarla estendersi verso altri confini, verso nuove prospettive, dando carne e fiato anche a personaggi collaterali, creati ma verosimili; ma ha il coraggio di mantenere chiaro ed evidente che la fantasia, in questo caso, è una suggestione infantile, e che la storia dovrebbe essere piuttosto certezza dell’evento.
Giulio Gasperini, Chronica
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Nel “concept book” di Susanna Cantore il mistero degli ultimi giorni di Caravaggio | Penseri sparsi

Susanna Cantore, nella sua recente opera narrativa, All'ombra di Caravaggio. Ipotesi narrativa sugli ultimi giorni di Michelangelo Merisi (effequ, 2010) intesse liberamente in forma narrativa una sua ipotesi sugli ultimi giorni del Caravaggio, la cui verità storica è rimasta avvolta nel mistero. Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (1571-1610), ebbe una vita breve e tempestosa. Introdusse nella pittura del tempo, retta da alcuni canoni rigidi, una propria cifra personalissima ed autobiografica, anticipando di secoli il libero manifestarsi nelle opere artistiche della soggettività con i turbamenti, i conflitti interiori e le emozioni dell'Autore. In questo senso, Caravaggio è un pittore dell'ombra, poichè nel realizzare qualsiasi opera gli venisse commissionata, egli non poteva fare a meno di travasare se stesso nel soggetto rappresentato, totalmente e in maniera tempestosa, ma lo è anche poichè è come se la luce che illumina le sue scene, accendendole di cromatismi crudi e contrastati, scaturisca dal buio. Non a caso, il breve romanzo della Cantore è introdotto con un'epigrafe che cita Giordano Bruno: "La natura non tollera un immediato passaggio da un estremo all'altro, ma solo con la mediazione delle ombre. L'ombra prepara la vista alla luce. L'ombra temepera la luce (...). Impara quindi a riconoscere quelle ombre che non dissolvono, ma preservano e custodiscono in noi la luce, e dalle quali siamo sospinti e condotti all'intelligenza e alla memoria". Secondo quei critici che hanno analizzato la vita e le opere di Caravaggio con l'ausilio di categorie psicologiche, egli viveva e agiva sotto l'egida della violenza e dell'impulso, trovandosi nella sua vita a fronteggiare non pochi problemi soprattuto dopo l'uccisione a Roma, a seguito di un banale litigio, di Ranuccio Tomassoni appartenente ad un'influente famiglia filospagnola. Condannato a morte, si mise in fuga e, grazie all'appoggio di alcuni potenti (la famiglia Colonna), benché costantemente inseguito da alcuni sicari, risiedette a Napoli, in Sicilia e a Malta, disseminando molte sue opere nei diversi luoghi del suo esilio. Nel 1610 fece ritorno in Italia e, febbricitante forse per la malaria, si ritrovò a sbarcare a Porto Ercole in Toscana, città al tempo situata nello Stato dei Reali Presidi di Spagna. Secondo la storia biografica, il perdono tanto agognato da parte del Pontefice era arrivato ed egli si accingeva a rientrare con piena legittimazione nei territori pontifici. Erroneamente arrestato, venne abbandonato dalla nave che lo aveva trasportato. Rilasciato, cercò di raggiungere Roma a piedi ma, a poca distanza da Porto Ercole, sulla spiaggia (o nella pineta retrostante) morì. Il suo corpo non venne più ritrovato. Non esistono allo stato attuale documenti attendibili sulla sua morte. Il romanzo della Cantore propone appunto un'ipotesi "narrativa" sugli ultimi giorni di vita di Caravaggio, ipotizzando un incontro timido (fatto più che di altri di silenzi e di non detti) con una suora del Convento di Porto Ercole che si ritrova a curare quest'uomo febbricitante, senza sapere nulla della sua identità e che, essa stessa pittrice in erba, raccoglie alcune briciole del mistero degli ultimi anni della vita tormentata del grande pittore. L'ipotesi narrativa è centrata su di un personaggio femminile, una donna che - come si usava a quei tempi - aveva dovuto votarsi alla vita in convento, pur mantenendo delle aspirazioni di grande ed intensa vitalità. In questo senso, l'opera della Cantore vuole essere anche un grande tributo anche alla Donna che, nella storia, ha dovuto rassegnarsi spesso al ruolo di "ombra" della creatività maschile. "Mi capita spesso di pensare - scrive l'Autrice - a quanto le donne siano in genere solo sfiorate dalla storia, a quante donne qualsiasi si siano trovate per caso sulla strada di altrettanti uomini famosi o 'transitate' nel bel mezzo di fatti importanti, senza neppure rendersene conto. Sono poche le donne ricordate e innumerevoli quelle dimenticate. Mi piaceva rendere un piccolo merito a tutte quelle che non hanno fatto la storia perchè non hanno potuto, e che hanno accettato il ruolo di 'ombre', rispecchiandosi in qualche modo negli uomini casualmente incrociati nella loro vita, uomini che avevano avuto la possibilità di studiare o di agire. Liberamente. Mi piaceva pensare che, nei suoi ultimi giorni, Caravaggio si fosse trovato ad essere assistito da una donna di cui si è persa la memoria. E' nata così la suora del convento di Santa maria Ausiliatrice (da "Nota dell'autrice", pp 58-59) Sempre nell'intendimento d'un omaggio al ruolo misconosciuto della Donna nella storia e nell'arte, alcuni versi di Vittoria Colonna (una delle poche che, nella Poesia del tempo riuscì ad emergere), scandiscono la narrazione.

Porto Ercole, luglio 1610. Michelangelo Merisi sbarca da una feluca. È divorato dalla febbre. Non lo sa ancora, ma morirà qui all'Argentario. Accanto all'ultima delle persone che avrebbe immaginato di frequentare: una donna particolare, sensibile, fragile e forte nello stesso tempo, un'artista come lui, confinata in un convento dalle convenzioni dell'epoca, una "ladra" di esperienze. Che non potrà fare a meno di tenere per sé l'ultimo capolavoro del maestro, neppure di fronte alle pressioni del tribunale dell'inquisizione. Ecco gli ultimi giorni di Caravaggio raccontati da una suora successivamente accusata di eresia.

L'opera di Susanna Cantore è a tutti gli effetti - se così si può definire - un "concept book", dal momento che accanto al contenuto narrativo, nella successiva sezione titolata "contenuti speciali", viene offerta al lettore curioso una veloce, ma esauriente, cronologia delle vita e delle opere di Caravaggio, una esemplificazione (nella prima e nell'ultima di copertina) delle opere di Andrea Angione che ha riprodotto fotograficamente alcune soggetti di Caravaggio, utilizzando come modelli gente della strada, come il clochard Tomo che interpreta San Girolamo, e un breve saggio critico di Ersilia Agnolucci, dal titolo "Dall'artista di ieri all'artista di oggi.L'uso del modello caravaggesco nelle opere di Andrea Angione" che serve a illuminare l'opera di un artista contemporaneo che, con tecniche moderne (la fotografia), ritorna a Caravaggio, sia per l'uso dell'ombra e della luce, sia nei temi rappresentati e nella scelta dei soggetti.

Maurizio Crispi, Pensieri sparsi

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All’ombra di Caravaggio, da Porto Ercole

Presentazione a Porto Ercole del libro di Susanna Cantore Microcronaca di Patrizia Quatraro (la cantante della serata)

Luna non più piena ma ancora bella come solo la luna riesce a essere. E stelle Il luogo è Piazza Santa Barbara. Porto Ercole Costa d’Argento Maremma. Mare davanti il porto dietro si immagina. Immenso e limpido. Presentiamo uno straordinario piccolo libro. E’ bello perché è piccolo e pieno d’amore. Per un artista grandioso come Michelangelo Merisi da Caravaggio e per una  figura di donna che rimane nel cuore quanto il famoso pittore. Forse di più. Personaggio di donna schiava delle convenzioni del tempo. Religiosa e chiusa in gabbia. Infermiera pietosa e curiosa del mondo degli uomini e delle donne. E li descrive non li giudica li ama e quindi li dipinge. Con la comunicazione immediata che dà l’arte. Come la musica. Quindi canto una canzone. Una villanella napoletana che parla di una donna, di una Cenerentola che per metafore, metafore amare e popolari, ci descrive immediatamente e senza intermediari  la condizione femminile. Nel finale dice la canzone che un giorno mi illuminerò per bene “m’appicciarraggio buono” come una fiaccola visibile da rocca a rocca, da castello a castello... Poi arriva Lorenzo…

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Sabato a Porto Ercole All’ombra di Caravaggio c’è una Santa Barbara!

Presentazione del libro effequ ALL'OMBRA DI CARAVAGGIO di Susanna Cantore, patrocinata dalla Proloco di Porto Ercole

SABATO 28 alle 21.30 A PIAZZA SANTA BARBARA a PORTO ERCOLE

Un modo per chiudere l'estate delle celebrazioni dedicate al quattrocentenario della morte del pittore, che hanno attraversato tutto l'anno qui all'Argentario e ancora lo attraverseranno, e una maniera di chiudere un cerchio che ALL'OMBRA DI CARAVAGGIO aveva aperto, come gli affezionati effequ sanno, presentandosi per la prima volta al pubblico il 13 giugno scorso nella Piazzetta Spagnola dei Pescatori di Orbetello.

Al tavolo della presentazione, insieme all'autrice e al presidente della Proloco di Porto Ercole, Enrico Bistazzoni, a fare gli onori di casa, ci sarà:

ERSILIA AGNOLUCCI, docente di storia dell'arte LETTURE dell'opera e canzoni ad essa ispirate saranno eseguite A CURA DELLA COMPAGNIA ORATORA' da MAURIZIO REOLON, MARIALETIZIA CANNAS, PATRIZIA QUATRARO
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All’ombra di Caravaggio | Seconda ristampa

Già alla seconda ristampa il racconto storico di Susanna Cantore in libreria soltanto da una settimana. La vicenda raccontata nel libro si svolge a Porto Ercole nel luglio del 1610. Qui Michelangelo Merisi è sbarcato da una feluca, divorato dalla febbre. Non lo sa ancora, ma morirà all’Argentario, nell’ospedale, anzi, nello spedale, di Santa Maria Ausiliatrice. E secondo questo avvincente e documentato racconto, morirà assistito dall’ultima delle persone che avrebbe immaginato di frequentare: una donna molto particolare e sensibile, un’anima fragile e forte nello stesso tempo, un’artista come lui, confinata in un convento dalle convenzioni dell’epoca. Una giovane che è anche una ‘ladra’ di esperienze. E che non potrà fare a meno di ‘rubargli’ e tenere per sé l’ultimo suo capolavoro. Neppure di fronte alle pressioni del tribunale dell’Inquisizione la donna lo ammetterà. A quattrocento anni dalla morte del pittore l’immaginazione di Susanna Cantore, basandosi sulla Storia, squaderna in questo libro tutta la verità sugli ultimi giorni di Caravaggio, giorni raccontati da una suora accusata di eresia.

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Domenica 4 luglio All’ombra di Caravaggio all’Ascanio 2010!

Domenica 4 luglio nell'ambito della prestigiosa rievocazione rinascimentale dedicata ad Ascanio Mari che si svolge ogni anno nella graziosa città d'arte di Tagliacozzo (in Abruzzo, ai confini con il Lazio), il racconto storico di Susanna Cantore verrà presentato alle ore 17:50 presso il Parco della Rimembranza (Villa Comunale). Parleranno All'ombra di Caravaggio, oltre all'autrice, Fernando Quatraro (editore) e Francesco Fanti (scrittore e critico militante), il tutto mentre alcuni figuranti in abiti rinascimentali reciteranno brani tratti dal testo, nell'incantevole cornice della Villa Comunale. Se siete da quelle parti non mancate, il gioco vale la candela!

{qui il programma dell'intera rassegna}

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