Effetto Concordia

Nel gennaio 2012 all'Isola del Giglio ha luogo il più grande naufragio di tutti i tempi.

La tragedia, le storie dei passeggeri, la risposta dell'Isola e dell'ambiente, le indagini: i particolari di una storia che segna la nostra epoca.

Corredato dai documenti originali dell'inchiesta, un libro che vuole tracciare una rotta nel caos creato dal disastro della Costa Concordia, che ha avuto echi e risonanze in tutto il mondo.

“e… son passato che alla fine ci stava questo piccolo scoglietto qui, poi c’è stato un black-out, e abbiamo dato una botta con la poppa… mo sto facendo fare l’assetto. Abbiamo buttato un’ancora perché sta arrivando acqua fino a poppa...e mo stamo qua in black out”.

“Il comandante Schettino aveva bevuto?”.
“Sì, aveva bevuto solo acqua frizzante”, è la risposta della Cemortan alla domanda dei magistrati.

 

Ma il naufragio della Concordia è anche una tragedia del mare fatta di repentini eroi e di insospettabili pescecani. Costellata di assurdità, di decisioni non prese e di personaggi, perché chiamarli protagonisti suonerebbe stonato, innalzati subito a salvatori, per poi scoprire che forse avrebbero potuto benissimo essere collocati sotto la casella opposta nella ipotetica e inutile lista dei buoni e dei cattivi.

E la sensazione, sull'Isola e altrove, che niente sarà mai come prima.

 

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Pazzi scatenati

Un libro-inchiesta sul mondo della piccola e media editoria in Italia, con interviste e un testimonianze. Sotto la lente dell’autore i retroscena della catena di contatti e interessi che (non) portano i libri di tanti editori in libreria, le difficoltà promozionali e distributive, ma anche lo sfruttamento del lavoro di legioni di giovani laureati sotto il malcelato ricatto degli stage, delle “esperienze formative”.

Io penso che i piccoli editori siano dei matti, dei pazzi fantastici, spesso le piccole case editrici si basano su una persona, che c'ha questa idea un po' per il suo ego, un po' per le sue fisime; quest'idea di dare il suo taglio a una casa editrice. Io vedo i piccoli editori come dei matti, dei pazzi scatenati. 
(Alessandro Alessandroni, libraio)

 

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Rock In Progress al MArteLive – venerdì 14, alle 20:30

Nell'ambito del MArteLive Festival 2011 e del LetteraturaViva Fest, si terrà al Caffè Letterario la presentazione del nuovo libro Rock In Progress - Promuovere, distribuire, far conoscere la vostra musica, di Daniele Coluzzi. 

Migliaia sono le giovani band italiane che sperano, un giorno, di poter vivere della propria musica, ma come promuoverla, senza rischiare di farsela rubare? Come decidere se depositarla o no alla SIAE? Quale nome scegliere per la band? Meglio l’autoproduzione o affidarsi a mani esperte?

Interrogativi che divorano tutti i gruppi, prima o poi, e che non sempre ricevono risposte chiare e univoche.

Per ovviare al marasma di informazioni, a volte discordanti, facendo luce anche sui misteri della SIAE e delle formule contrattuali grazie all’apporto di Andrea Marco Ricci, (presidente di Note Legali), il giovane Daniele Coluzzi è partito alla volta della Penisola in cerca di riscontri e consigli da parte di chi ha fatto della musica il proprio lavoro.

Armato di registratore e un’esperienza personale “sul campo”, in cui facilmente ci si può immedesimare, l’autore è riuscito a raccogliere le voci più diverse e autorevoli nell’ambito musicale nazionale: Verdena, Massimo Volume, Federico Guglielmi, Cristina Donà, Ministri, Barbara Tomasino, Giorgio Canali, Urtovox Records,Paolo Benvegnù, Giordano Sangiorgi, Marta sui Tubi, Aurelio Pasini, Il Teatro degli Orrori, Perturbazione, DNA Concerti, 42 Records, Alessandro Besselva Averame, Trovarobato, Enrico Veronese, a cui si aggiungono altri nomi prestigiosi.

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Guido Michelone. Sincopato Tricolore | Jazz Convention

Il jazz italiano dal 1900 al 1960 è l'argomento trattato da Guido Michelone in Sincopato Tricolore: un volume piccolo - tascabile nel vero senso del termine - quanto efficace nello stabilire alcune coordinate e nell'attestare un metodo di lavoro. La prima cosa da dire è che il libro di Michelone si pone come primo passo nel percorso di conoscenza del jazz italiano e soprattutto, sia per lo stile adottato che per la visione complessiva e multidisciplinare, si rende utile anche come prima tappa per chi non è totalmente inserito la faccenda jazzistica. La scelta di costruire un percorso multidisciplinare - soprattutto in relazione alla musica classica e popolare eseguita e composta negli stessi tempi in Italia, ma anche con la letteratura e la critica musicale, con il cinema e la nascente televisione - porta a sottolineare in maniera costante, anche quando non esplicita, un principio semplice quanto spesso dimenticato in un'epoca di iperspecializzazione. L'arte non è un'isola e tra i compiti di chi si occupa di musica e, in generale, di cultura, c'è quello di operare e suscitare la sintesi tra le diverse forme, di assorbire le istanze del momento per tradurle in nuove forme. Ovviamente il libro concentra in poco più di cento pagine sessant'anni di storia musicale del nostro paese ed è ricco di riferimenti e sapidi passaggi. Va da sé che ogni riga potrebbe essere esplosa in un relativo volume: la grazia di Sincopato Tricolore è nell'attraversare con profonda e proficua leggerezza il campo scelto e stimolare di continuo curiosità, interesse e riflessione. La connotazione complessiva del libro si completa con le interviste a tre personaggi variamente presenti nella storia del jazz delle origini e ancora attivi sulla scena nazionale come, in rigoroso ordine alfabetico, Franco Cerri, Giorgio Gaslini e Lino Patruno. La penetrazione del jazz in Italia, come del resto negli altri paesi europei è avvenuta in maniera graduale e legata ad elementi contingenti. L'enfasi delle avanguardie futuriste per il nuovo, le chiusure imposte dall'autarchia fascista in Italia, la novità segnata dal ritmo sincopato e dall'elemento esotico sfruttata in modo vario dalle orchestre da ballo, la sempre maggiore consapevolezza dei compositori - primi fra tutti Gorni Kramer e Pippo Barzizza - a raccogliere il senso profondo dell'elemento jazzistico: l'avvicinamento tra Europa e jazz dura all'incirca sessant'anni, dai primi echi presenti sui giornali dell'epoca o riportati dai musicisti che lavorano sulle navi alle prime incisioni al termine degli anni dieci negli Stati Uniti e in Europa fino all'arrivo e alla stanza dell'esercito statunitense dopo la Seconda guerra mondiale. Michelone disegna la vitalità e la necessità di una vera e propria osmosi che, grazie alle costanti emigrazioni atlantiche e all'intraprendenza di musicisti e impresari, avvicina i vari elementi presenti nel jazz alle modalità musicali dell'Italia del primo novecento. Il 1960 segna per l'Italia l'avvio del boom, il sogno della Dolce Vita, le Olimpiadi romane. Sono gli anni in cui, anche nel jazz si segna una svolta importante: la pubblicazione, in pochi mesi, di dischi come Kind of Blue e Free Jazz, Time out, Mingus Ah Um e Giant Steps; l'apertura di nuovi orizzonti stilistici e poetici, l'apertura cosciente soprattutto alle musiche delle diverse regioni del mondo e alle tradizioni colte. Il 1960 si pone, a posteriori, come uno spartiacque importante ed è anche in questo senso ben calibrata la scelta di concludere il libro all'alba di questa svolta: si intravede con il racconto di Gaslini e con l'apparire di Enrico Rava cosa accadrà di lì a poco, la maturazione importante e travolgente della scena italiana e di quelle europee. La parte conclusiva del libro riporta - oltre alle già citate interviste a Cerri, Gaslini e Patruno - una bibliografia e una discografia dettagliata dei titoli apparsi in Italia, una scelta di brani - uno per ciascun anno, dal 1900 al 1959 - e una cronologia essenziale di fatti jazzistici accaduti in Italia e in Europa. Michelone, invece, segnala al termine di ogni capitolo un disco e un libro attraverso i quali approfondire i temi appena trattati.

Fabio Ciminiera, Jazz Convention

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Le metamorfosi del sax symbol | Alias [il manifesto]

La bibliografia italiana è avara di opere sugli strumenti musicali adoperati nel jazz e nel sound afroamericano in genere: solo ora, più o meno in contemporanea, giungono alcuni libri a colmare la cronica lacuna: in passato, sporadicamente, qualche jazzman italiano tenta di rileggere la storia attraverso l'evoluzione tecnica, stilistica, artistica dello strumento adottato. Sui sassofoni è imperniato ad esempio un nuovo beedeker di piacevole lettura: Paolo Carradori con Sax Appeal (Effequ, Orbetello, pagg. 127, euro 7,50) sintetizza la lezione aperta dal suo inventore Adolphe Sax e oggi idealmente riassumibile proprio nelle quattro interviste finali ad altrettanti saxmen del jazz italiano: Gianni Basso, Eugenio Colombo, Dimitri Grechi Espinosa, Mario Schiano, ovvero dal cool al free; un manuaeletto ammirevole per la rapida completezza informativa, a scapito dell'approfondimento critico, impraticabile entro i limiti del pocket per quasi cent'anni di metamorfosi jazz-sassofonistiche. [...]

Alias | il manifesto - 6 gennaio 2011

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Effequ su amazon.it

Sbarca finalmente in Italia Amazon.it e come biglietto da visita sconta fortissimo tutti i titoli effequ, novità comprese! Volete un po' di esempi? Per la freschissima antologia Clandestina (in libreria da una appena una settimana!) basteranno 9,10 €! Solo 8,40 € è il costo per farsi spedire Volevo un fante di cuori, mentre per i due libri di prossima uscita (ancora - per poco - non disponibili) Slittamenti progressivi della RAI di Simone Sarasso e il nuovo Saggio Pop, Il Tempo nello Spazio di Anna Pegna saranno sufficienti 5,25 e 6,30 €! Stesso discorso vale per tutti i vecchi titoli effequ, l'offerta di Amazon.it tocca sfruttarla, finché dura!

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Sincopato tricolore, impressioni piemontesi

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Presentare un libro è per me sempre un evento speciale, unico e irripetibile, che si tratti di un testo mio o di un'opera di altri: sia quando vengo chiamato a discutere in pubblico del 'fresco di stampa' di un amico, un collega o un esperto, sia nel momento in cui c'è un volume scritto da me, che l'editore vuole far conoscere anche attraverso gli incontri in libreria, in piazza o in un circolo culturale - ripeto - per me, è qualcosa di straordinario, che mi rende felice. Non è retorica (io odio la retorica), è proprio così, ragion per cui sono stato contentissimo quando abbiamo iniziato con queste due date a cominciare  a far conoscere SINCOPATO TRICOLORE. C'ERA UNA VIOLTA IL JAZZ ITALIANO 1900-1960: sabato 22 maggio e domenica 23 siamo stati rispettivamente alla FNAC di Torino e alla Melbooks di Novara. Dico 'siamo' perché eravamo in bella compagnia: oltre il sottoscritto e l'editore Fernando Quatraro, ci hanno aiutato nella conduzione degli incontri (di un'ora ciascuno) persone squisite. Nel primo caso, a Torino, è spettato all'americanista Daniela Fargione intrattenere l'uditorio con domande incalzanti, qua e là intervallate dal Claudio Bonadé Quartet - tenore, piano, basso, batteria - con musica dal vivo: celebri standard, naturalmente relative al periodo del libro, che tanti e tanti jazzmen italiani all'epoca avevano interpretato egregiamente e ora rivissuti tra le swingate di un gruppo affascinante. Domenica invece l'incontro era più compassato, dal momento che, senza musica live, ci siamo orientati più sul dibattito; ma, come a Torino, anche a Novara niente di ufficiale, rigoroso o circostanziato, ma tutto all'insegna di un'allegra jam session, proprio come nel jazz! A tener banco il critico - nonché direttore artistico del Novara Jazz Festival - Corrado Beldì, che è riuscito a farmi parlare per oltre un'ora, non senza l'aiuto di un audience preparata, che mi ha interrogato su mille questioni: relative al sincopato tricolore in sala c'erano, tra gli altri il romanziere Gianni Marchetti, la poetessa Francesca Tini Brunozzi, il musicologo Stefano di Tano, nonché il compagno di scuderia Simone Sarasso, a cui si deve per Effequ il primo libro di jazz, ossia il romanzo Turkemar (su Fred Buscaglione), seguito da Sax appeal di Paolo Carradori e dal mio saggio, che vuole essere una divertente rievocazione di quegli anni che non ho vissuto in prima persona: non a caso non vedo l'ora di scriverne il seguito, quando potrò finalmente dire che a sentire questo o quel jazzman italiano c'ero anch'io, prima in calzoni corti e oggi via via con qualche capello grigio in più. Formidabili quegli anni... anche e soprattutto quelli di SINCOPATO TRICOLORE!

Guido Michelone

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