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Storie nascoste di autori nascosti | 7strade ACI – Cultura
Sono quasi tutti under 30 gli autori chiamati a partecipare all’antologia «Clandestina»: autori clandestini anch’essi, provenienti dall’underground delle riviste letterarie, dei blog, della scrittura collettiva, autori dotati di scrittura fresca, immaginazione vivida e creativa, e sguardo acceso sul mondo. Un mondo dove noi stessi viviamo – o abbiamo vissuto o assistiamo a – storie di clandestinità: amori tenuti segreti, lavori svolti nell’ombra, lavori da raccomandati, o da non raccomandati, lotte contro l’autorità, malattie, fughe. Storie nascoste – dolorose ironiche grottesche oniriche utopiche reali fantastiche e tutte comunque diversissime – storie che la scrittura rinfranca e porta allo scoperto con tutta la sua forza dirompente e liberatrice. Se avete qualche dubbio, se l’editore è piccolo e non lo conoscete, se le antologie non vi piacciono, se i racconti sono belli ma meglio i romanzi, allora fate così: andate in libreria, cercate «Clandestina», leggete le quattro brevi storie che fanno da prefazione al libro. E poi diteci se non avrete voglia di continuare a leggere.
7strade ACI - Cultura
Io sono il cucchiaino ~ Clandestina a Bari
Cominciamo. Ho un microfono sotto il culo, con poco cavo. Mi guardo attorno, nel bianco della Feltrinelli con le scritte di scrittori famosi appese ai muri. Il curatore parla della clandestinità per com’è intesa nell’antologia, qualcuno accenna al minimalismo e io mi guardo attorno. Il minimalismo è morto e lo sappiamo tutti: c’è una ragazza che scrive su un’agenda con copertina rossa, sembra stia buttando giù un verbale. La guardo, lei mi guarda, del resto io ho appuntata sul petto la mia spilla A piccione che dalle mie parti significa che va tutto bene.
I curiosi. Alla Feltrinelli possono capitarti molti curiosi per le mani e quella è l’occasione più ghiotta. Io non parlo molto, dico solo che c’è, tra il pubblico, un ragazzo che assomiglia all’altro curatore dell’antologia che è di Roma e non è potuto venire fin qui a Bari. Lo invito a sedersi con noi, sul divanetto, se solo avessi il mio microfono wireless andrei lì a prenderlo. Il sosia dell’altro curatore va via.
Si parla di underground letterario, che è un po’ come dire li mortacci tua, io uso l’espressione sottobosco e comunque è chiaro che si parla ancora di clandestinità. Io vorrei dire e forse l’ho detto che la clandestinità è dove c’è assenza di luce. Un signore piuttosto anziano con un foulard annodato al collo inizia a tossire e non la smetterà finché non gli verrà data la possibilità di fare una domanda.
Si parla di editing, libri di carta e libri senza carta, una ragazza che sta lì dall’inizio ma sembra più presa dagli sms che le arrivano sul telefono gironzola attorno al divanetto, pesco un libro che ho alle spalle la cui autrice ha un nome irripetibile e propongo a qualcuno di acquistarlo.
C’è un signore vestito da indiano e un altro in smoking. Vorrei essere lui, quest’ultimo dico, esser presentabile quando mi presento.
Prima delle domande del pubblico ne faccio io una alla ragazza che verbalizza: chiedo: cosa verbalizzi, ragazza? Dice di essere una giornalista. Vecchio stile. Torna con la testa sul verbale, riprende a scrivere.
Io sono il cucchiaino del curatore. Mi si fa una domanda, arrivo ai puntini di sospensione, così continua il micio.
Le domande del pubblico sono un richiamo all’ordine. Sono affermazioni, più che domande. Mi si accusa di timidezza, io dico: devi leggermi per saperlo. Ci si chiede a chi o cosa servano gli instant book, è un signore anziano con una strana montatura e un maglione viola, ch’è il colore della tolleranza, da quel che so.
È il mercato, baby, rispondo, e tu non puoi farci un bel niente. Sì, ma siamo all’imbarbarimento, replica il signore. Io dico solo che all’imbarbarimento non posso arrendermi. Sarebbe un buon finale, ma questa storia finisce grossomodo così:
***
[Clandestina: http://editriceffequ.wordpress.com/collane/llarge/clandestina/]
[si ringraziano Mariagrazia Gallù, Michele Casella, Enrico Piscitelli]
Marco Montanaro
Storie clandestine | Corriere del Mezzogiorno
In genere, non amo i racconti.
La ragione è semplice, quasi banale: leggo molto, molto velocemente, e, quindi, capirete bene, un racconto finisce troppo presto. Tipo quando mangiate quei ridicoli mini-gelati. Nemmeno il tempo di capire che la fragola, chissà perché, sa di amarena. Succede.
Però, dicevo, i racconti. Ebbene, in genere li evito, ma, MA, ho appena letto una raccolta che mi è piaciuta proprio. E quindi, come potevo non parlarvene?
Si chiama “Clandestina”, è uscita in novembre per la casa editrice Effequ, e – prendete nota! – sarà presentata, questa sera (18.30), presso la libreria Feltrinelli, a Bari. Interverranno Michele Casella, Enrico Piscitelli , uno dei curatori, e Marco Montanaro, brindisino, uno degli autori.
L’antologia “Clandestina” è nata da un’idea di Piscitelli e di Federico di Vita, che hanno chiesto a undici scrittori, un collettivo e una disegnatrice (bravissima!, Sara Pavan) di immaginare storie sulla clandestinità. Il risultato…beh, è da leggere.
Perché mi ha colpito tanto questo libro? Perché i racconti sono ognuno un piccolo mondo, così diversi tra loro, perché le illustrazioni sono semplicemente bellissime, e mi fanno pensare ai fumetti che mi hanno sempre accompagnata. E perché, in fondo, tutte noi, almeno una volta, abbiamo infranto le regole e vissuto da “clandestine”, o ci siamo sentite così. Ad iniziare da quando, per esempio, vi siete presentate alla festa di un quasi - sconosciuto, a quando vi siete sentite proprio nel posto sbagliato. Oppure quando avete marinato la scuola, chi non l’ha mai fatto? Ecco, lo sapevo.
E quando siete uscite di casa, nonostante l’influenza, per andare a consolare un’amica?
Per non parlare di quando avete baciato il tipo già “impegnato”, o, peggio, ve ne siete innamorate. Andiamo, tanto lo so che è successo.
L’antologia “Clandestina” parla di queste e di altre clandestinità. Racconta di due frati innamorati, di una ragazzina tagliata fuori dal mondo perché vede tutto a puntini, di bambini rinchiusi nella “Comunità per Minori Senza Fantasia”. E poi di un nuovo collega di lavoro che chissà in quale casa scompare, la sera, e di una giovane donna, forse una prostituta, che vive in una scuola “occupata”.
Sono storie piccole, che durano troppo poco, è vero; ma che, secondo me, non si faranno dimenticare.
Allora, ci sarete stasera?
♥♥
Vedo Rosa, di Giusi Alessandra Falco, Corriere del Mezzogiorno
“Clandestina”, 12 storie, 11 disegni e un sonetto | Il Secolo XIX.it
Clandestina è un’antologia di racconti a tema: la raccolta raccoglie e mette insieme attorno a un tema comune uno spaccato del meglio della produzione letteraria proposta dai migliori blog collettivi e riviste on-line. I due curatori infatti (Federico di Vita ed Enrico Piscitelli) hanno chiesto a un combattivo manipolo di autori di scrivere storie ispirate dai molteplici significati della clandestinità. Ciascuno degli autori ha messo su carta in modo sorprendente e antiretorico la sua personalissima percezione della clandestinità.
Clandestino è chi opera, si svolge, diffonde, senza l’approvazione dell’Autorità o contro il divieto di leggi vigenti. Clandestino è chi agisce di nascosto. È l’alieno che è sbarcato sul nostro Mondo e ci spia, e ci trova inviluppati nei nostri desideri di possesso. Clandestino è chi è costretto a occupare una scuola, per viverci, o chi fugge da un minilager per bambini, nell’Italia del presente. Clandestino è un migrante che fugge dal Medio Oriente abbindolato dai lustrini delle Tv commerciali, oppure un giovane ridotto allo stato di mitomania dopo anni di “apprendistato” non retribuito in una piccola casa editrice.
Clandestina è un modo per manifestare tutti insieme un dissenso, per riscoprire un ruolo attivo della scrittura, che deve compiere il proprio dovere civile e si concede il reportage e il suo superamento. Perché sia piena e sentita la coscienza di essere clandestini in questo Paese, in questa epoca. Con i racconti di Federico Longo, Davide Martirani, Francesco Sparacino, Sic [la Scrittura industriale collettiva di Gregorio Magini e Vanni Santoni], Ilaria Giannini, Giacomo Buratti, Ernesto Baj, Alessandro Romeo, Marco Montanaro, Andrea Buoninfante, Matilde Quarti, Angelo Calvisi.
Clandestina su Donna Moderna, angelocalvisi e Il club degli invisibili
Ecco cosa dicono i curatori:
“È stato rispettato il tema di fondo, che era, in sostanza: clandestino a casa tua, clandestino del tuo tempo. Ovvero una mancanza di appartenenza. Non apparteniamo più a nulla. Un alieno che lavora a fianco a me, rappresenta questo, in fondo. Come anche un essere umano che vive una vita accelerata davanti alla tv.” (Enrico Piscitelli)
“Se la raccolta è venuta bene, o per lo meno quello che a me piace della raccolta è che il tema della clandestinità sia stato declinato in modo per niente didascalico da tutti gli autori, ciascuno ha trovato la sua personalissima chiave, diversa da tutte le altre.” (Federico Di Vita) [qui il resto del rilancio]
sul blog dello squinternato Angelo Calvisi (uno di quelli che è nel numero dei clandestini, per altro):
è uscita l’antologia clandestina, contiene un mio racconto e altri racconti e disegni e perfino un sonetto. la potete acquistare qui oppure ordinatela dai vostri librai, dai vostri megastore del piffero, o balordi. [ivi l'intiero post]
e, giustamente, quasi quasi etimologicamente, sul Club degli Invisibili:
La raccolta racchiude e mette insieme attorno a un tema comune uno spaccato del meglio della produzione letteraria proposta dai migliori blog collettivi e riviste on-line del regno.
Ciascuno degli autori ha messo su carta in modo sorprendente e antiretorico la sua personalissima percezione della clandestinità. Chi è il clandestino? [scoprilo nel post]
Clandestina su LibriBlog, house of books e BNotizie
Quest'oggi la nostra Clandestina, che è un po' come la pantera che in ogni città esala il suo odore e in nessuna trova tana, la ritroviamo su LibriBlog:
La raccolta racchiude e mette insieme attorno a un tema comune uno spaccato del meglio della produzione letteraria proposta dai migliori blog collettivi e riviste on-line del regno.
Ciascuno degli autori ha messo su carta in modo sorprendente e antiretorico la sua personalissima percezione della clandestinità ... [il post completo qui]
su house of books:
Clandestina è un progetto che ha attirato subito la mia attenzione. Per questo, vi riporto il comunicato stampa. Cosa ne pensate? Io spero di aver presto occasione di leggerlo! [continua qui]e su BNotizie:
E’ nelle librerie il volume “Clandestina” (Effequ Editore – collana “Large”, 160 pagine, prezzo di copertina 13 €), un’antologia tematica composta da 12 storie, 11 disegni e un sonetto a cura di Federico di Vita ed Enrico Piscitelli che offre uno spaccato della produzione letteraria proposta dai migliori blog collettivi e riviste on-line del nostro Paese ... [read the rest of this entry]
Clandestina su Storia Continua, PaperBlog e il PaSCoLO iNDiGEsTO
Cosa fanno gli autori del Collettivo di Scrittura Industriale Sic insieme a degli studenti, degli operatori sociali, alcuni giornalisti ed un benzinaio? Non ci crederete, ma realizzano un’antologia tematica sul significato della clandestinità.
Il volume, curato da Federico di Vita ed Enrico Piscitelli di Effequ Editore, si intitola “Clandestina” e raccoglie 12 storie, 11 disegni e un sonetto in cui ciascuono degli autori racconta, secondo proprie personalissime impressioni e senza alcuna retorica, in cosa consista realmente essere oggi un clandestino ... [qui l'articolo completo]
sul frequentatissimo PaperBlog:
Il volume è un modo per manifestare tutti un dissenso, per riscoprire il proprio senso civico per affermare la coscienza di essere clandestini in questo Paese nei nostri tempi ... [continua qui]
e infine sul PaSCoLO iNDiGEsTO:
Clandestina è un’antologia di racconti a tema. I due curatori, Federico Di Vita ed Enrico Piscitelli, hanno chiesto a un combattivo manipolo di autori di scrivere storie ispirate dai molteplici significati della clandestinità. Clandestino è chi opera, si svolge, diffonde, senza l’approvazione dell’Autorità o contro il divieto di leggi vigenti. Clandestino è chi agisce di nascosto. Ciascuno ha descritto le sue personalissime sensazioni in modi totalmente privi di retorica ... [e come la versione integrale la trovate qui]
Clandestina su ernest, Colla e inutile
Da questa settimana poi è in libreria l'antologia Clandestina di Effequ Editore, illustrata da Sara Pavan, e contenente gli autori più validi della scena indipendente della letteratura italiana. E' un progetto davvero intrigante, così intrigante da sembrare una rivista.
ieri su Colla - Una rivista letteraria in crisi:
Da oggi in libreria Clandestina (Effequ) Clandestina è un’antologia di racconti a tema. I due curatori, Federico Di Vita ed Enrico Piscitelli, hanno chiesto a un combattivo manipolo di autori di scrivere storie ispirate dai molteplici significati della clandestinità... [qui l'articolo integrale]
e la scorsa settimana su inutile:
Clandestina è un’antologia a tema, curata da Enrico Piscitelli e Federico Di Vita (qui trovate un’intervista). Dentro ci trovate illustrazioni, racconti, un pezzetto di work in progress, un sonetto: insomma, un mucchio di roba. Tra gli altri ci sono pure i racconti dei “nostri” Buratti, Romeo e Montanaro. I desegni sono di Sara Pavan.
Il libro è ordinabile online già da qualche settimana e tra qualche giorno sarà in tutte le librerie. La casa editrice è Effequ. Il prezzo 13 euro.
Mica male, no?
Libri – “Clandestina”, il meglio dell’underground italiano | AntonioGenna.net
E’ nelle librerie il volume “Clandestina” (Effequ Editore – collana “Large”, 160 pagine, prezzo di copertina 13 €), un’antologia tematica composta da 12 storie, 11 disegni e un sonetto a cura di Federico di Vita ed Enrico Piscitelli che offre uno spaccato della produzione letteraria proposta dai migliori blog collettivi e riviste on-line del nostro Paese.
I due curatori hanno chiesto ad un gruppo di pesrsone, diverse per età e professione, di scrivere storie ispirate dai diversi significati della clandestinità: ciascuno ha descritto le sue personalissime sensazioni in modi totalmente privi di retorica.
Clandestino è chi opera, si svolge, diffonde, senza l’approvazione dell’Autorità o contro il divieto di leggi vigenti; è chi agisce di nascosto, chi è costretto a occupare una scuola, per viverci, o chi fugge da un minilager per bambini, nell’Italia del presente; è un migrante che fugge dal Medio Oriente abbindolato dai lustrini delle TV commerciali e si trova catapultato nel lacerante squallore di una trasmissione di Enrico Papi, oppure un giovane ridotto allo stato di mitomania dopo anni di “apprendistato” non retribuito in una piccola casa editrice. Il volume è un modo per manifestare tutti un dissenso, per riscoprire il proprio senso civico per affermare la coscienza di essere clandestini in questo Paese nei nostri tempi.
Il libro comprende i racconti di: Federico Longo, trentaduenne che lavora in progetti con migranti; Davide Martirani, ventisetteenne retore a pagamento; Francesco Sparacino, ventottenne tra i fondatori della rivista letteraria “Colla”; Sic, la Scrittura industriale collettiva di Gregorio Magini e Vanni Santoni; Ilaria Giannini, giornalista ventottenne; Giacomo Buratti, studente universitario ventiduenne; Ernesto Baj, regista trentenne di film per adulti;Alessandro Romeo, studente ventiquattrenne; Marco Montanaro, benzinaio ventottenne; Andrea Buoninfante, operatore culturale trentaquattrenne; Matilde Quarti, stuudentessa universitaria ventitreenne; Angelo Calvisi, operatore sociale quarantatreenne. Il sonetto alla fine del volume è stato scritto da Teo Baracca, la grafica è a cura di Sara Pavan.
I curatori sono il ventisettenne Federico di Vita, che ha pubblicato un libro a metà tra racconto di viaggio ed epistolario amoroso (“Se la raccolta è venuta bene, o per lo meno quello che a me piace della raccolta è che il tema della clandestinità sia stato declinato in modo per niente didascalico da tutti gli autori, ciascuno ha trovato la sua personalissima chiave, diversa da tutte le altre”), ed il trentaquattrenne Enrico Piscitelli, già curatore di un’antologia di autori esordienti (“La scrittura, come ogni altra azione umana, può – deve – avere un dovere civile. Una volontà chiara e diretta di migliorare le cose, di dire le cose come stanno. Di denunciare le cose – troppe – che non vanno. Di impegnarsi.”)




