Con sincera inimicizia

 

IN LIBRERIA DAL 26 OTTOBRE, IN ANTEPRIMA SUL NOSTRO SITO!

Sei tu la vittima? Prova a scriverlo a Trenitalia, all'Enel, alll’amministrazione di condominio, all’Inps, alla Siae. La tua parola contro la loro. Le tue lettere contro le loro. Con sincera inimicizia.

«Giunti finalmente a destinazione mi sono recato, con una punta di (forse!) comprensibile nervosismo, all’assistenza clienti della stazione di Salerno (erano le 12.30 e non, come da voi promesso, le 10.15). Qui un vostro impiegato ha chiesto (a me!) il perché del ritardo di cui ero vittima. [...] Che dire poi della ricerca sui vostri tabelloni d’un Intercity per il ritorno? Anche il treno della sera, che internet dava per Intercity, sui vostri orari era invece un Eurostar! L’impiegato mi ha giustamente fatto notare che un conto è quello che si scrive sui tabelloni e un altro è la realtà. Ha anzi aggiunto che, se avessi voluto partire il giorno seguente, quel treno nemmeno l’avrei trovato. I tabelloni? “Ma lasci perdere i tabelloni!”»

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Effequ al Pisa Book Festival 2011 | stand 189 | yeah

La casa editrice effequ sarà presente con il suo stand al Pisa Book Festival, La Fiera dell'Editoria Indipendente, presso il Palazzo dei Congressi (stand numero 189) dal 21 al 23 ottobre 2011, dalle ore 10.00 alle 20.00.

Nell'ambito della Fiera, domenica 23 ottobre alle ore 12.00 nella Sala Arancio del Palazzo dei Congressi in via Matteotti 1, presenteremo Con Sincera inimicizia, le tragicomiche lettere di Andrea Buoninfante; in libreria dal 26 ottobre. Interverranno con l'autore Francesco Quatraro, editore e Federico Di Vita.

  

 

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Andrea Buoninfante

Andrea Buoninfante è nato a Tagliacozzo (AQ), dove vive. Blogger disinibito e feroce, implacabile quando si tratta di denunciare vessazioni, abusi di potere, malcostumi, si è fatto notare in Internet per le sue critiche a governo e burocrazia: l’unanime consenso ricevuto l’ha spinto ora a uscire dalla rete. Per effequ ha scritto La Calata del santo a tre gambe (nel 2010 riadattato per il teatro). Ha partecipato con il racconto La madonna dei nascosti alla raccolta Clandestina. Con sincera inimicizia è il suo secondo libro. Si occupa anche di musica, teatro, varietà. 

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Anteprima. Clandestina. Venerdì. Firenze.

Venerdì prossimo, il 5 novembre. E niente, alle 19, 19 e 5 alla Libreria La Cité, avete presente? È in oltrarno è. Quella a Borgo San Frediano? Quella. E insomma chi c'è? Ci sono tutti! Tutti? Tutti tutti no. Ma presentano Clandestina. La raccolta? La raccolta Clandestina. Dicono che sia bella. Pare che sia la migliore. La migliore? Be', la migliore uscita quest'anno. Ma chi lo dice? Mah, gente del giro, editor, critici. C'è da fidarsi? Non lo so, a me è piaciuta. Ma insomma alla presentazione chi c'è? C'è Ilaria Giannini, c'è uno dei curatori, c'è Giacomo Buratti, forse Federico Longo, c'è Vanni Santoni! C'è Vanni Santoni? C'è Vanni Santoni per la SIC. C'è la SIC?! Ah ma non sapevi, è sì hanno pubblicato questo racconto, insomma, alla fine è la prima volta che viene pubblicato un pezzo SIC. Poi forse c'è l'orso marsicano. Chi? Come chi? Andrea Buoninfante, l'orso marsicano. E poi altri ancora, tra la gente i rivistaroli eccetera. E tu ci vai. Eh, se te lo dico... Ma sì ci vengo anch'io va'. È l'evento dell'anno, vedi un po'. Ma su facebook c'è? Eccolo qua. Grazie eh. E di'cche. Ciao! Tutto bene a c'? Ciao! Ciao!

Clandestina, a novembre. Se non ci siete siate in Australia.

 

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Domenica 4 luglio All’ombra di Caravaggio all’Ascanio 2010!

Domenica 4 luglio nell'ambito della prestigiosa rievocazione rinascimentale dedicata ad Ascanio Mari che si svolge ogni anno nella graziosa città d'arte di Tagliacozzo (in Abruzzo, ai confini con il Lazio), il racconto storico di Susanna Cantore verrà presentato alle ore 17:50 presso il Parco della Rimembranza (Villa Comunale). Parleranno All'ombra di Caravaggio, oltre all'autrice, Fernando Quatraro (editore) e Francesco Fanti (scrittore e critico militante), il tutto mentre alcuni figuranti in abiti rinascimentali reciteranno brani tratti dal testo, nell'incantevole cornice della Villa Comunale. Se siete da quelle parti non mancate, il gioco vale la candela!

{qui il programma dell'intera rassegna}

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Presentazione a tre Gambe

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La Calata del santo a tre gambe è un romanzo giallo, o forse un noir, d’ambientazione marsicana. La provincia abruzzese, è infatti la protagonista assoluta di un racconto corale – e denso di storie apparentemente scollegate tra loro – in cui districarsi per capire chi sia l’assassino, ma anche chi si diverta a “infangare” (eufemisticamente parlando) il buon nome della più importante famiglia della cittadina di Castromarso (città fittizia che assomiglia molto al paese natale dell’autore, Tagliacozzo) . Una vicenda che somiglia a una ricerca antropologica e che ruota attorno a un’antica e cruenta processione pagana.

A presentare il romanzo, venerdì 11 giugno alle ore 18:00 presso la libreria Koob (via Luigi Poletti 2 - davanti al MAXXI, a Roma), ci saranno l’autore Andrea Buoninfante, lo scrittore e archeologo Augusto Palombini, il musicista romano Alessandro Mascolini.

Approfittando del fatto che Buoninfante, prima di essere romanziere, è innanzitutto un cantautore, la presentazione si trasformerà in un percorso a musicale accidentato tra canzoni e parole, per dar conto del linguaggio composito del libro e tutta l’irriverente ironia che lo permea.

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La Calata del Santo a Tre Gambe, la lettura di Michele Rosa

La bella recensione di Michele Rosa al romanzo d'esordio di Andrea Buoninfante è apparsa, pensate un po', su facebook, le notizie, già da un po', circolano in "altri" modi...
Leggere un opera prima di un autore è sempre un' esperienza interessante, spesso si coglie nel libro tutto l'entusiasmo e tutta la voglia da parte di chi scrive di farci conoscere quello che lui ha dentro, ha accumulato negli anni ed è finalmente riuscito ad esprimere completamente.
Nel caso specifico Andrea Buoninfante riesce a coniugare felicemente tutte queste componenti, miscelando elementi appartenenti alla sua vita reale e al luogo dove vive, ad altri specifici di una trama che risponde a tutti i requisiti del giallo tradizionale. Riprendendo la lezione cara ad Agatha Christie e a Rex Stout presentandoci correttamente tutti i personaggi principali nelle prime pagine come teorizza la decana inglese e inserendo nel racconto quel mix di azione-deduzione, cavallo di battaglia del creatore di Nero Wolfe. Tutto questo, e ciò rappresenta la novità più gustosa, ambientato in paese dell'Abruzzo marsicano, dall'immaginifico nome di Castromarso, assoluta new-entry nelle location regionali che fanno da cornice ai numerosi polizieschi italiani, con protagonisti variegati come un maresciallo dei carabinieri pragmatico e insofferente alle imposizioni delle ingiustizie gerarchiche e delle disparità sociali, due ragazzi che, spinti dall'inesauribile motore della passione si ritrovano coinvolti a pieno titolo nella vicenda, ed uno strepitoso contorno di personaggi di volta in volta collocati al centro dell' azione o ai margini, ma sempre esattamente caratterizzati e funzionali. La rappresentazione di questo habitat è completamente nelle corde dell'autore, e ce ne accorgiamo quando alcuni dei protagonisti vengono seguiti in un loro breve viaggio a Roma, qui Buoninfante sembra procedere con il freno a mano tirato consultando il Tuttocittà, con quella naturale ritrosia che chi proviene da fuori ha nei confronti delle metropoli, ma appena la vicenda ritornna nei suoi luoghi deputati il racconto s'impenna di nuovo con una decisa propensione per quel mix di furbizia-lascivia-grottesco tipica delle commedie plautine e delle pochade. Leggere un nuovo autore diventa poi anche un pretesto per cercare d' immaginarlo, dalle righe traspare una formazione classica nutrita di numerose buone letture, un delirio onirico-alcolico di uno dei protagonisti seduto al tavolo del bar ci ha richiamato irresistibilmente venature di Joyce, e quella continua unione-disunione dell' azione con la descrizione contemporanea dei vari personaggi in luoghi e circostanze diverse, unita all'uso di sapienti inserti epistolari ci ha rinnovato la lezione dei maestri indiscussi di questo genere tipicamente italico Fruttero e Lucentini con i loro insuperati La donna della domenica e A che punto è la notte. Un bel libro, simpatico, acuto, intelligente; e quindi dopo aver imparato il siciliano di Camilleri ed il pugliese di Carofiglio, non ci farà male apprendere l' origine semantica dei vari Scoppiti e Cacazippi nell' irresistibile versione che ci dona Andrea Buoninfante.

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“La calata del santo a tre gambe” di Andrea Buoninfante – rivist@

Il titolo di un libro, a volte, non trae affatto in inganno. La Calata del santo a tre gambe racconta esattamente quello che sembra. La storia di fondo di questo romanzo parla di un antico, cruento rito, un'irriverente processione che, tra sacro e profano, scorta dalla parte alta di un paese marsicano, Castromarso (riconoscibile la città natale dell'esordiente autore, Andrea Buoninfante, Tagliacozzo), le spoglie del presunto santo Cafusio Trigambe. L'annuale evento fornisce l'occasione ai paesani di scambiarsi "ritualmente" la giusta quantità di legnate, quella che, proprio perché rituale, permette di mantenere certi equilibri di potere proprio attraverso il loro sovvertimento momentaneo. Una festa, dunque, un giorno di sospensione dell'ordine consueto - come l'antica 'ncanata abruzzese, in cui ciascuno poteva permettersi di insultare, anche pesantemente, qualunque notabile - in cui finalmente si è tutti uguali, poveri e ricchi, potenti e umili, religiosi e laici, insomma egemoni e subalterni.

Ma questa storia è solo uno sfondo, determinante, sul quale se ne intrecciano numerose altre. L'anno domini in cui tutto si svolge, il 2002, dista un trentennio circa dall'ultima Calata, il rito interrotto all'irrompere della cronaca, "mito" lontano che resiste alla "storia" che un carabiniere forestiero, il maresciallo Giovine vorrebbe trovarci. Perché le cose in paese vanno in un certo modo, seguono una logica che non è esattamente quella che può riassumersi nei verbali dell'arma. I personaggi non sono sempre e definitivamente loro stessi: ciascun individuo in certe realtà di provincia porta con sé un antico bagaglio di leggende, si sovrappone cioè alla sua individualità il corredo comportamentale della sua razza che lo farà sempre agire, agli occhi dei suoi concittadini, come un degno rampollo della sua gens. I protagonisti del romanzo, dunque, non hanno solo i nomi, ma soprattutto soprannomi o, meglio, razze. Quando nella storia irrompe quindi un Pallettuni, porta con sé il bagaglio attitudinale della sua razza.

La storia si muove dunque esattamente come nelle bettole del luogo descritte nel libro, tra tressette e bestemmie. E sembra narrarla un vecchio avvinazzato, che coinvolge il lettore al punto che sa già cosa sta per accadere quando legge "arrivò 'Nnanzirete". E' per questa ragione che Andrea Buoninfante, per raccontare il suo giallo antropologico di paese, è costretto volta per volta a raccontare altre storie, a inquadrare tutti i personaggi, le razze, il loro mitico bagaglio. Il romanzo è un continuo alternarsi tra passato e presente, antico e moderno, c'è l'osteria e internet, un vecchio democristiano e un pornodivo, un prete bello e un santo a tre gambe. Sarà per questo che Buoninfante ricorre a un linguaggio che fonde costantemente l'aulico al crudo, che il giallo che s'intrica nell'intreccio si muove su ingredienti classici e sui generis: c'è il morto, c'è chi indaga, c'è il mistero che viene da tempi remoti e antichi rancori, ma poi a tenere impegnate le autorità c'è uno spargitore di merda, anche questo in senso letterale e metaforico.

Francesco Fanti, rivist@

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