Non sparate sul pianista su Repubblica di Firenze

Non sparate sul pianista recensito su Repubblica:

http://temi.repubblica.it/repubblicafirenze-scrittura-mista/2012/05/14/non-sparate-sul-pianista-di-paolo-carradori/?printpage=undefined

di Gianluca Monastra

Bella carriera Mister Piano. Sei partito dai bordelli americani, dove erano costretti a picchiare forte sui tasti per farsi sentire tra risse e banditi, e nel tempo hai conquistato il rigore dei saggi, quell’aria distinta che mette soggezione. Avvicinarti non è facile, non sei una chitarra qualsiasi che chiunque può portare su una spiaggia. Con te è diverso. Molto dai e molto pretendi. Ore e ore di sacrificio per affinare il talento senza correre il rischio di imbrigliare l’istinto. Roba da pochi eletti, non da tutti. Di solito chi ti suona ha un’aria riservata e persa, come se avvicinarti scatenasse l’anima più solitaria, la stessa della quale altrove ci si imbarazza.

C’è stato un tempo, anni Quaranta, l’altro secolo, un altro mondo, che in una band di jazzisti il pianista spesso era l’unico a conoscere la musica veramente. Il jazz, appunto. Non ci hai messo molto ad invaderlo con tutta la disperazione e la poesia di questa Terra. Prova ad ascoltare un disco a caso di Bill Evans e capirai. È l’omaggio migliore che tu possa immaginare. Se poi vuoi leggerti un libro, apri “Non sparate sul pianista”e goditi la sacrosanta celebrazione. Ci sono storie, impressioni, jazzisti di ieri e di oggi. Capirai perché ti hanno definito “lo strumento degli immortali”. E ti verrà voglia di ascoltarti ancora.

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