Vite d’Ansonaco • Ti racconto il vino dell’Isola (e cosa mangiarci insieme)

Giovanni Rossi

Vite d’Ansonaco

Ti racconto il vino dell’Isola (e cosa mangiarci insieme)

ISBN 9788898837335

pp. 96

10 €

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L’Isola del Giglio non è solo la famigerata immagine della Costa Concordia accasciata sugli scogli davanti al Porto.  Come altre realtà isolane, al Giglio, al largo della Costa d’Argento, le tradizioni, le storie, gli odori e i frutti rimangono legati alla terra e alle persone che decidono di restare lontane dal ‘continente’. Un segno su cui l’Isola può contare è senz’altro il vino. Un vino che si fa solo lì, un vino unico, caparbio, originale: l’Ansonaco. Nei dizionari si trova il nome del vitigno come ‘Ansonico’ o ‘Ansonica’, è vero, ma al Giglio chi fa uso di quest’uva la chiama proprio Ansonaco, aprendo molto bene la A. L’autore di questo racconto enologico e gastronomico è uno dei più giovani vinificatori dell’Isola, che con i suoi mezzi e il suo zelo ha raccolto conoscenze, tecniche, leggende e suggerimenti prima di imbarcarsi nel progetto di produrre le sue bottiglie. Queste storie le racconta qui, narrando la vita dell’isola vista con gli occhi del vino, antico e illustre residente del Giglio, e raccogliendo, da personaggi locali altrettanto illustri, ricette tipiche da affiancargli.

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L’isola è un territorio particolare e unico, e ancora più particolare e unico è il suo vino, espressione fedele del carattere degli isolani: diretto e riservato, espressivo e sintetico. Come sostiene un mio carissimo amico ‘forestiero’, l’Ansonaco è un vino ‘ignorante’, parola un po’ forte ma che meglio di ogni altra rende l’idea, inteso come genuino, ribelle, schietto.

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Pizza gigliese

Preparare impasto per pizza con lievito di birra, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale; lasciar lievitare in luogo asciutto e non freddo; preparare un soffritto di cipolla senza farla bruciare ma solo appena imbiondire, aggiungere il pomodoro e far restringere il tutto; dividere l’impasto della pizza in due parti, una due terzi dell’altra, stendere l’impasto maggiore (due terzi del totale) su una teglia, farcire con il soffritto di cipolla e pomodoro, aggiungere acciughe a piacimento (non troppe). Coprire il tutto con impasto per pizza rimasto (un terzo) e mettere in forno per 15-20 minuti a 220°.

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Giovanni Rossi nasce nel 1969 a Orbetello, ospedale più vicino all’Isola del Giglio, isola dove ha frequentato le scuole dell’obbligo e dove da sempre vive tranne parentesi legate allo studio. Negli ultimi anni è impegnato con il fratello Simone nell’impresa agricola Fontuccia, che produce vino proprio sull’Isola. L’azienda ha ottenuto nel 2012 un prestigioso riconoscimento da Wine Spectator per il passito Nantropò 2011 e per il vino Senti oh! 2011, seguito negli anni successivi da altri premi culminati nell’aprile del 2016 con l’attestazione del premio internazionale 5 Star Wines in occasione del Vinitaly.
Oggi è uno dei più importanti produttori di vino dell’Isola del Giglio e ha intenzione di rimanere tale.

 

Il libro è illustrato da Tiziano Mariuz