Un fine settimana di soggiorno in un luogo isolato, con momenti di incontro e di lavoro individuale, con un editor a disposizione per il lavoro sul testo e come momento centrale il laboratorio AVERE UNA STORIA, ideato e condotto dallo scrittore Giorgio Vasta

Consentire la riflessione e l’approfondimento, la contemplazione e la descrizione, lavorare sulla propria attività di scrittura con l’estraneità necessaria: questi i princìpi guida del primo ritiro di scrittura organizzato da Effequ.

 

DISTACCO

Distacco significa trovare la distanza, sapersi porre lontani dal centro, saper prendere congedo. Nella gestione del processo creativo il distacco è pensabile come maturazione, sedimentazione dell’idea, gestione consapevole del materiale a disposizione. Nello scrivere, invece, distacco può significare straniamento, o contemplazione, o ancora riflessione. Esistono perciò numerose forme di distacco nella scrittura, e non si tratta solo di porsi ai margini, ma anche di lavorare sul proprio testo prendendone le distanze.

Per questo, per scrivere, un luogo distaccato è funzionale: al distacco dalla vita urbana, dall’incessante partecipazione emotiva al mondo, dalla banalità della vita quotidiana. Serve una terra di mezzo, posta a metà strada tra due specchi d’acqua distinti per storia e funzione.

Noi questo luogo lo abbiamo trovato: è isolato e sta in Maremma, in Costa d’Argento, uno dei posti meno densamente popolati di tutta Italia eppure pieno di varietà di paesaggi da cui farsi ispirare, dal meraviglioso all’inquietante.

PROGRAMMA

Venerdì 15 settembre

ore 14: Accoglienza, introduzione e breve visita del luogo di soggiorno

ore 16: Tempo libero per scrivere

ore 18: Incontro con lo scrittore: Giorgio Vasta introduce il laboratorio Avere una Storia

ore 20,30: Cena con lo scrittore e l’editor, condivisione fra partecipanti

Dopocena: Tempo libero per scrivere

Sabato 16 settembre

ore 7: Yoga (facoltativo)

Ore 9: Colazione e confronto fra partecipanti

Ore 11: Laboratorio con Giorgio Vasta: Avere una storia

Ore 13: Pranzo

Ore 15: Laboratorio con Giorgio Vasta: Avere una storia

ore 19: Apertitivo e confronto sul laboratorio

A seguire: Cena e condivisione

Dopocena: Tempo libero per scrivere

Domenica 17 settembre

ore 7: Yoga (facoltativo)

Ore 9: Colazione e confronto fra partecipanti

Ore 11: Incontro con l’editor: Non essere creativo – la distanza dal testo

Ore 13: Pranzo fra scrittori e lettura dei testi

Ore 15: Riepilogo e considerazioni con tutti i partecipanti

ore 18: Commiato

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Work in progress

CASALE DELLA GIANNELLA

Edificato nella seconda metà del Cinquecento, il Casale si trova sul tombolo della Giannella, in Costa d’Argento, nella Maremma toscana. Il Casale si affaccia sulla laguna di Orbetello, all’interno della Riserva naturale Laguna di Orbetello di Ponente, e al contempo dista un centinaio di metri dal mare. È gestito dal WWF, e ha altre 3 strutture, 2 casali più piccoli e una foresteria, che lo circondano. Ha un grande prato a unire tutte le strutture, ha una sala da pranzo, una cucina attrezzata gestita da personale esperto che offre menu a base di prodotti locali e biologici, un salone convegni, grandi spazi per laboratori e incontri, una veranda autonoma per pranzi e cene e attività, un osservatorio sulla laguna, un sentiero didattico, un giardino per le farfalle. Le camere delle sue strutture, per questo ritiro, saranno divise in camere doppie o, a seconda dei casi, triple, con bagno in comune.

 

 

AVERE UNA STORIA

LABORATORIO DI SCRITTURA E LETTURA IDEATO E CONDOTTO DA GIORGIO VASTA

Per indicare l’esistenza di un legame sentimentale, una tra le espressioni più frequenti è “Ho una storia”. Si tratta di una locuzione del tutto naturale, che però contiene al suo interno un piccolo paradosso: una storia, ognuno di noi, ce l’ha sempre, o meglio ognuno di noi è sempre la sua storia. Eppure “Ho una storia” è qualcosa che ci sembra possibile dire o pensare soltanto in relazione al legame con un’altra persona. Tutto ciò ci porta a constatare che tra le nostre vicende sentimentali e le narrazioni esiste un nesso molto stretto. E del resto i legami di coppia si organizzano secondo una ben precisa e ricorrente drammaturgia: il primo incontro vale da incipit, e poi si va avanti strutturando una trama – raramente lineare, quasi sempre aggrovigliata – aperta ai colpi di scena e particolarmente attenta al ruolo dei luoghi (per esempio la strada dove ci si è incontrati per la prima volta); una coppia è narrativa nel conflitto tra i propri punti di vista e lo è quando il legame arriva alla fine (ed è il momento in cui ci si rende conto che non si sa mai bene come dare forma a questo explicit). Avere una storia è un laboratorio di lettura, visione e scrittura che concentra la propria attenzione proprio sui nessi tra esperienza sentimentale e racconto, partendo dall’idea che se la coppia è fisiologicamente un luogo narrativo, allo stesso tempo le narrazioni hanno da sempre fornito ai nostri legami estetiche e retoriche di riferimento in continua metamorfosi (il che vuol dire che l’incantamento amoroso messo in scena da Chrétien de Troyes nella storia di Lancillotto e Ginevra è profondamente diverso da quello raccontato da Lena Dunham nella serie tv Girls). Obiettivo del laboratorio, che si articolerà appunto attraverso letture, visioni ed esercizi di scrittura, è quello di generare più consapevolezza possibile delle retoriche narrative che usiamo per raccontare i nostri legami.

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Accade da sempre, talmente da dare la sensazione che il primo incontro – ciò che poi a volte conduce allo strutturarsi di una coppia – sia una cosa sempre identica a se stessa. Basta invece prendere la messinscena di quello che probabilmente è il primo incontro più conosciuto della storia della letteratura, quello tra Romeo e Giulietta, per rendersi conto che da Shakespeare in poi quel momento di reciproco incanto è stato riraccontato tantissime altre volte, sempre riuscendo a variarlo così da far affiorare ogni volta una sua diversa sfumatura di senso. Tra letteratura e cinema, una piccola storia del “colpo di fulmine”.

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Di quella cosa che in breve possiamo chiamare conflitto hanno bisogno tanto le narrazioni, perché è il loro principale nutrimento, quanto – nostro malgrado (ma ne siamo proprio sicuri?) – i legami sentimentali. Perché venendo a coincidere con una frizione, il conflitto è ciò che “fa muovere” una storia, ciò che la accende, la scintilla che ha sia la capacità di illuminare sia quella di ridurre tutto in cenere, dunque la zona di contrasto in cui ogni legame corre il rischio di rivelarsi a se stesso oppure di scomparire. Pur essendo ognuno di noi un esperto del litigio, può tornare utile dare un’occhiata al modo in cui le narrazioni hanno saputo nel corso del tempo mettere in scena l’attrito amoroso.

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C’è un momento – a volte anche più di uno – nel quale abbiamo sentito che il nostro legame sentimentale conosceva una densità straordinaria. Non si tratta necessariamente di un momento canonico (dal giorno del proprio matrimonio a quel bellissimo viaggio fatto insieme), anzi molto spesso coincide con un istante del tutto basso e prosaico, con un pezzettino di quotidiano che, nella maggior parte dei casi considerato irrilevante, rivela di colpo una tale intensità da farsi percepire come struggente. Andiamo allora a esplorare una serie di microsituazioni narrative, inedite e sorprendenti, in cui il legame sentimentale raggiunge la sua massima consistenza.

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Se il primo incontro è il “boy meets girl”, quando tutto comincia e dire “Ho una storia” diventa logico e naturale, il “girl leaves boy”, dunque la separazione, è qualcosa di cui non possiamo non fare esperienza, da un lato perché è ciò che durante il legame continuiamo a temere, ed è quindi presente sotto forma di fantasma della fine, e dall’altro perché – ahinoi! – qualche volta le storie finiscono in un vicolo cieco (e allora, per quanto tenaci si possa essere, tocca dire basta e andare via). Passando in rassegna le narrazioni del lasciarsi proveremo a capire in che modo narratori diversi hanno inteso il patrimonio – senz’altro amaro, eppure sempre presente – che ogni separazione ci lascia in eredità.

Libri consigliati

Gustave Flaubert, Madame Bovary

Emily Brontë, Cime tempestose

Leonard Michaels, Sylvia

Scott Spencer, Un amore senza fine

Giorgio Vasta (Palermo, 1970) ha pubblicato il romanzo Il tempo materiale (minimum fax, 2008, Premio Città di Viagrande 2010, Prix Ulysse du Premier Roman 2011, pubblicato in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Inghilterra), Spaesamento (Laterza, 2010), Presente (Einaudi,2012). Collabora con «la Repubblica», «Il Venerdì», «Il Sole 24 Ore» e «il manifesto», e scrive sul blog letterario minimaetmoralia.com. Il suo ultimo libro è Absolutely Nothing, pubblicato da Quodlibet-Humboldt Books.

 

INFO E ISCRIZIONI

Il ritiro è aperto a scrittori maggiorenni, professionisti e non. Si partecipa con i propri mezzi di scrittura (computer, quaderno, macchina da scrivere).

I pranzi e le cene sono a buffet e a menu fisso, particolari esigenze o allergie sono da comunicare all’organizzazione.

Le lezioni di yoga, frequentabili facoltativamente, hanno durata di 1 ora, costo di 20 euro a persona, e sono escluse dalla quota del ritiro.

Costi e modalità di iscrizione

Ritiro completo (Alloggio, vitto e laboratorio): 350 euro

Partecipazione esterna al laboratorio (sabato): 150 euro

Per la partecipazione al ritiro la quota di anticipo da versare entro il giorno 4 settembre 2017 è di 150 euro, tramite bonifico su iban IT80 C088 5172 3220 0000 0205 859, intestato a Effequ Associazione Culturale, causale Iscrizione ritiro di scrittura in Maremma.

È prevista la compilazione di un modulo di iscrizione da scaricare sul sito. La quota è rimborsabile solo con recesso comunicabile fino al 4 settembre escluso.

Per la partecipazione al solo laboratorio del sabato la quota di anticipo è di 100 euro, da versare entro il giorno 15 settembre 2017 tramite bonifico su iban IT80 C088 5172 3220 0000 0205 859, intestato a Effequ Associazione Culturale, causale Iscrizione laboratorio Avere una storia, o con pagamento diretto effettuabile alla Libreria Periferica, in via Pascucci 41 ad Albina (GR).

Per informazioni e iscrizioni:

ritiroeffequ@gmail.com

Facebook: Ritiro di scrittura in Maremma

Dove

Modulo per iscrizione preliminare al ritiro.