Il potere dei dati • Il data journalism e le nuove forme del comunicare

 

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Davide Ludovisi

Il potere dei dati

Il data journalism e le nuove forme del comunicare

prefazione di Guido Romeo

ISBN 9788898837212

pp. 208

14 €

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Il primo saggio che fotografa la nuova informazione

 

La nostra epoca ci sommerge di dati, fondamentali per l’informazione ma in realtà difficili da gestire e interpretare. Soprattutto dopo il recente caso WikiLeaks, determinato dalla fuga e dalla conseguente raccolta di dati segreti poi tramutati in notizia sul web, si è andato delineando un nuovo approccio all’informazione, che si avvale di tecnologie digitali e visualizzazioni grafiche interattive. È un giornalismo consonante con il tempo che viviamo, un metodo per rendere la notizia in modo preciso, che insegue un rigore scientifico e soprattutto si basa sui dati. È il data journallsm, che incorpora le nuove tecniche per raccontare storie affascinanti, e sta cambiando radicalmente il mondo dei media e della fruizione delle informazioni. Un libro che parla di data journalism in modo completo, partendo dalle sue radici e giungendo alle ipotesi sulla sua futura evoluzione, in Italia e all’estero, cercando di coglierne le novità e i meccanismi, con interviste alle più autorevoli personalità del nuovo giornalismo (tra cui Philip Meyer, Luca Sofri, Mario Calabresi), rendendo l’istantanea di un’epoca storica che proprio attraverso questa pratica si rende interpretabile, e cogliendo l’occasione per interrogarsi, più in generale, sullo stato dell’arte della pratica giornalistica attuale. Prefazione di Guido Romeo.

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Ormai i migliori contenuti web si progettano partendo dai dispositivi portatili, smartphone e tablet. Il motivo è semplice: è più facile leggere un dato se puoi toccarlo, vederlo cambiare colore, confrontarlo.

Gli utenti di nuova generazione combinano in modo del tutto naturale le capacità cinestetiche (in una parola touch) a quelle visive, con un nuovo e differente gusto estetico, funzionale e immediato. E non è solo un fatto generazionale, è una questione di adattamento: è proprio la tecnologia che si va adeguando ai bisogni cognitivi.

Al di là delle etichette, data journalism significa prima di tutto giornalismo, che può occuparsi di temi innocui e di costume come di inchieste in grado di destabilizzare seriamente il potere costituito.

A circa sei anni di distanza, guardando le nuove opportunià che la rete ha iniziato a offrire, possiamo dire che il caso WikiLeaks è stato semplicemente una conseguenza del cambiamento già in atto in campo giornalistico, e non tanto una causa scatenante.

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Davide Ludovisi lavora dal 2001 nell’ambito della comunicazione, soprattutto nella divulgazione scientifica. Come giornalista ha lavorato per diverse testate, tra cui L’Unità e Wired. Dal 2011 al 2014 è stato è stato il referente per il rinnovamento della comunicazione della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, dove ha anche insegnato tecniche giornalistiche al Master in Giornalismo Scientifico Digitale. Attualmente si occupa di strategie Web. Ha una Laurea in Pubblicità e Comunicazione d’Impresa conseguita all’Università degli Studi di Trieste e un Master in Comunicazione della Scienza della SISSA.

La prefazione del libro è a cura di Guido Romeo, data & business editor a Wired Italia

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Rassegna Stampa

Giovanni Graziano Manca – Salntinaria

Irene Pinamonti – Leggere a colori

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