Ricette di confine

 

Silvia De Marco

Ricette di confine • il cibo narrato dalla Palestina occupata

ricettacoli

ISBN 9788898837526

pp. 208

12 €

UNA TERRA OCCUPATA SI RACCONTA ATTRAVERSO I SUOI PIATTI

Alaa mi ripete spesso che Tulkarem non è stata sempre una città così chiusa e religiosamente osservante come è adesso. Tutto è iniziato a cambiare dopo la Seconda Intifada, dopo i lunghi coprifuoco da parte dell’esercito israeliano e gli arresti indiscriminati, dopo la confisca delle terre e la distruzione delle attività. La gente si fida meno, dice Alaa, ha meno voglia di sperimentare e guardare oltre al proprio naso.

la Khubbezeh, che a conti fatti è la nostra malva 

Il libro

Abitare un territorio in perpetuo dissidio come la Palestina significa avere a che fare con un attaccamento alla vita ben diverso da quello che siamo abituati a sperimentare in occidente. E conoscere un territorio significa frequentarlo anche attraverso il suo cibo, che è la prima e più autentica forma di attaccamento alla vita. È così che viene fuori la storia profonda e antica di un Paese che vede costantemente minacciata la propria identità, e che la rivendica nei modi in cui può trovare spazio, ritrovandosi nelle tradizioni. Questo ricettario narrato ha una storia per ogni piatto, e ogni storia dà una nuova prospettiva sulla Palestina occupata, che può e sa raccontarsi in tutti i suoi meravigliosi aspetti, partendo da ciò che mangia. Sayadieh, Maqlubeh, Khubbezeh, Fattet Hummus, Kofta Kebab: questi alcuni tra i nomi delle tante ricette raccontate in questo libro di confine – illustrato da Chiara De Marco e con prefazione di Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente per “Il Manifesto” – che cuce assieme cibo, esperienze, storia e geografia.

Il libro di Silvia De Marco svolge un ruolo importante. Non è un elenco di ricette palestinesi come potrebbe inizialmente apparire. È il racconto della vita quotidiana di un popolo, del suo agire in condizioni ostili, del suo tenersi fedele a una memoria collettiva tramandata di padre in figlio.

dalla prefazione di Michele Giorgio

L’autrice

Silvia De Marco è nata a Firenze e da quattro anni vive a Ramallah, in Palestina, dove lavora a progetti sull’ambiente e a percorsi educativi con
bambini e ragazzi. Stimolata dal contesto e da incontri che hanno lasciato il segno, ha avuto modo in questi anni di esplorare nuovi interessi, e coltivare quelli che già la appassionavano, tra cui la cucina, elemento come pochi altri capace di raccontare un popolo e celebrarne l’identità.

Lo sparviero della Maremma • a tavola col brigante

Maura Moscatelli

Lo sparviero della Maremma

a tavola col brigante

ISBN 978 88 988 37 311

pp. 128

10 €

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Enrico Stoppa detto Righetto è uno dei più noti e pericolosi briganti della Maremma. Ha il grilletto facile, non perdona niente e nessuno, eppure, come molti briganti, fuori dalla sua cattiva fama rivela un lato semplice, talvolta ingenuo e amorevole. Qui c’è tutta la sua turbolenta e appassionata storia, intrecciata con le ricette dei cibi caratteristici della Maremma, il regno del Righetto, la terra che l’ha creato, nutrito, nascosto.

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La macchia era il suo ambiente, Enrico ne conosceva ogni pianta, ogni anfratto, ogni più piccola buca. Riconosceva un animale dall’odore prima ancora di vederlo e la sua mira era infallibile.

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Crostini toscani

Del pollo, come del maiale, non si buttava via quasi niente: le zampe venivano messe nei sughi di carne o nel brodo, con i fegatini venivano fatti degli ottimi crostini ancora molto conosciuti e apprezzati anche dai turisti chiamati in un modo geograficamente inequivocabile, appunto Crostini toscani.

Mettere in una padella dei fegatini di pollo, con olio d’oliva, una noce di burro, mezza cipolla, sedano, carota, prezzemolo, poca salvia, sale e pepe. A metà cottura versare mezzo bicchiere di vino bianco, appena evaporato aggiungere un paio di pomodori maturi (o pelati) e finire di cuocere aggiungendo, se necessario, poco brodo. A questo punto possiamo tritare il preparato finemente – la tradizione lo vorrebbe tritato con la mezzaluna, ma adesso, per fortuna, esiste il tritatutto.

Mettere dunque il preparato tritato sulle fette di pane tostato, meglio se precedentemente bagnato appena con del brodo caldo che farà ammorbidire la fetta ed esalterà il sapore della carne.

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Maura Moscatelli nasce nel cuore della Maremma, a Magliano in Toscana, nel 1967. Dal 1993 vive ad Albinia, sempre in Maremma, con la sua famiglia. Nel 2015 un suo racconto è stato inserito nel libro You are the best (Incontri Editrice).

 

Lo sparviero della Maremma è illustrato da Susanna Cantore

Vite d’Ansonaco • Ti racconto il vino dell’Isola (e cosa mangiarci insieme)

Giovanni Rossi

Vite d’Ansonaco

Ti racconto il vino dell’Isola (e cosa mangiarci insieme)

ISBN 9788898837335

pp. 96

10 €

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L’Isola del Giglio non è solo la famigerata immagine della Costa Concordia accasciata sugli scogli davanti al Porto.  Come altre realtà isolane, al Giglio, al largo della Costa d’Argento, le tradizioni, le storie, gli odori e i frutti rimangono legati alla terra e alle persone che decidono di restare lontane dal ‘continente’. Un segno su cui l’Isola può contare è senz’altro il vino. Un vino che si fa solo lì, un vino unico, caparbio, originale: l’Ansonaco. Nei dizionari si trova il nome del vitigno come ‘Ansonico’ o ‘Ansonica’, è vero, ma al Giglio chi fa uso di quest’uva la chiama proprio Ansonaco, aprendo molto bene la A. L’autore di questo racconto enologico e gastronomico è uno dei più giovani vinificatori dell’Isola, che con i suoi mezzi e il suo zelo ha raccolto conoscenze, tecniche, leggende e suggerimenti prima di imbarcarsi nel progetto di produrre le sue bottiglie. Queste storie le racconta qui, narrando la vita dell’isola vista con gli occhi del vino, antico e illustre residente del Giglio, e raccogliendo, da personaggi locali altrettanto illustri, ricette tipiche da affiancargli.

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L’isola è un territorio particolare e unico, e ancora più particolare e unico è il suo vino, espressione fedele del carattere degli isolani: diretto e riservato, espressivo e sintetico. Come sostiene un mio carissimo amico ‘forestiero’, l’Ansonaco è un vino ‘ignorante’, parola un po’ forte ma che meglio di ogni altra rende l’idea, inteso come genuino, ribelle, schietto.

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Pizza gigliese

Preparare impasto per pizza con lievito di birra, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale; lasciar lievitare in luogo asciutto e non freddo; preparare un soffritto di cipolla senza farla bruciare ma solo appena imbiondire, aggiungere il pomodoro e far restringere il tutto; dividere l’impasto della pizza in due parti, una due terzi dell’altra, stendere l’impasto maggiore (due terzi del totale) su una teglia, farcire con il soffritto di cipolla e pomodoro, aggiungere acciughe a piacimento (non troppe). Coprire il tutto con impasto per pizza rimasto (un terzo) e mettere in forno per 15-20 minuti a 220°.

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Giovanni Rossi nasce nel 1969 a Orbetello, ospedale più vicino all’Isola del Giglio, isola dove ha frequentato le scuole dell’obbligo e dove da sempre vive tranne parentesi legate allo studio. Negli ultimi anni è impegnato con il fratello Simone nell’impresa agricola Fontuccia, che produce vino proprio sull’Isola. L’azienda ha ottenuto nel 2012 un prestigioso riconoscimento da Wine Spectator per il passito Nantropò 2011 e per il vino Senti oh! 2011, seguito negli anni successivi da altri premi culminati nell’aprile del 2016 con l’attestazione del premio internazionale 5 Star Wines in occasione del Vinitaly.
Oggi è uno dei più importanti produttori di vino dell’Isola del Giglio e ha intenzione di rimanere tale.

 

Il libro è illustrato da Tiziano Mariuz

Voglie di mamma • Ricettario semiserio per lo stato interessante

Vanessa Quinto

Voglie di mamma

Ricettario semiserio per lo stato interessante

ISBN 9788898837274

pp. 112

10 €

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Zenzero, menta e limone al posto di champagne e frutti di mare? Si può fare. Senza privarsi dei piaceri della tavola, ma con la giusta attenzione a sé e al nascituro, si può mangiar di gusto anche in gravidanza. Non consigli da esperta del settore, non raccomandazioni da ostetrica o da nutrizionista, ma il racconto sincero di una neomamma che ha affrontato nove mesi di nuove scoperte e ricette amiche. In questa cronaca tra il serio e il giocoso dei bisogni di una donna durante la gestazione, l’autrice, seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, suggerisce ricette e trucchi e racconta aneddoti e tradizioni legati a un momento indimenticabile nella vita di una donna. Il tutto corredato dalle illustrazioni di Cristiana Mottolese, Perché il cibo sia un alleato anche nello stato interessante.

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Sorrido emozionata con in mano il test di gravidanza. Lo stringo e un po’ lo ostento, sperando di non sporcare il banchetto e sapendo di non poter prendervi parte. Ebbra comunque, ebbra lo stesso, grazie alla notizia.

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Cranberry crush

La gravidanza, si sa, dura nove mesi e quindi attraversa tutte le stagioni, o quasi. Ecco allora che propongo un cocktail ottimo anche caldo, in alternativa al più tradizionale tea o all’alcolico ponce. È composto con lo zenzero, rimedio antinausea per antonomasia, e il succo di mirtilli […].

Composizione
Mettere il succo di mirtilli, quello di arancia, l’acqua, lo zenzero e la cannella in una pentola e portare lentamente all’ ebollizione, aggiungendovi, mescolando, lo zucchero. Fare bollire lentamente il composto per 5 minuti e poi versare in coppe. In alternativa, per la stagione estiva, è buono anche ghiacciato.

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Vanessa Quinto è una giornalista romana, classe 1977, mamma da pochi mesi. Laureata in DAMS e specializzata in sceneggiatura, ha conseguito master
in scrittura creativa, comunicazione e giornalismo. Ha scritto per testate nazionali e fiction ed attualmente lavora per il sito web del Tg1 RAI. Presenta regolarmente eventi culturali lungo tutto lo Stivale ed è appassionata di cinema.

Cristiana mottolese è grafica professionista dal 1990. Lavora come graphic designer nel settore editoriale e cura l’immagine di numerose aziende. Vincitrice di due premi per il design, con due etichette di vino al Concorso Packaging Vinitaly 2011, attualmente svolge la propria attività come titolare dello studio ALCM | Alchimie Communication (www. alcm.it).

Il frutto di montagna • La nobiltà della castagna

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Jori Cherubini

Il frutto di montagna

La nobiltà della castagna

ISBN 978 88 98837 20

pp. 128

10 €

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In quanti possono dirsi profondi conoscitori della castagna?
Eppure si tratta di un frutto antico, con una sua profonda tradizione, con proprietà note fin dai tempi più antichi, che appartiene a un immaginario caratteristico e affascinante.
Ecco perciò un libro, un ricerca per seguire le tracce del più noto frutto di montagna, esplorandone il passato, il presente e il futuro, nonché la geografia e la toponomastica, senza dimenticare filastrocche, proverbi, leggende e illustrazioni che riguardano da vicino la castagna.

 

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Cambiano i governi, cambia il mondo, si nasce e si muore, ma il gesto di saltare le castagne è rimasto uguale.

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Jori Cherubini viene al mondo il giorno della Madonna del 1982. Si laurea all’ombra del Brunelleschi. Dirige il sito internet La Postilla. Scrive sul Mucchio Selvaggio. Ama il cibo toscano, la musica, il calcio, la scrittura. Questo è il suo esordio.

Viola Niccolai nasce il 7 dicembre 1986. Frequenta pittura all’Accademia Belle Arti di Firenze e Illustrazione per l’editoria a Bologna. È stata selezionata alla mostra degli illustratori (Fiera di Bologna 2012) e alla biennale IIlustrarte (2014). Ha collaborato con Hamelin e NY Times. A settembre 2014 esce il suo primo albo illustrato, La volpe e il polledrino (Topipittori) su un racconto di Antonio Gramsci.

Forchetta & pallone • Ricettario di sopravvivenza allo spezzatino calcistico

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Francesco Matteini e Marco Romei

Forchetta & pallone

Ricettario di sopravvivenza allo spezzatino calcistico

ISBN 978 88 988 37 182

pp. 240

12 €

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Una buona cena o una bella partita di calcio in tv: cosa c’è di meglio? Abbinare le due cose. Ma parlare di cena sarebbe riduttivo: ormai i match si vedono a tutte le ore e in ogni giorno della settimana. Sky e Mediaset hanno rivoluzionato il modo di seguire il calcio in tv e le nostre abitudini alimentari (e non solo). Il cibo, perciò, diventa l’occasione per ritrovarsi in compagnia a seguire una partita della squadra del cuore. Oppure è la partita che diventa l’occasione per riunirsi intorno a una  tavola imbandita. Questo libro si propone di aiutare il lettore a sopravvivere allo spezzatino del calcio in tv, sulle tracce di Ilaria D’Amico e Carlo Cracco, stretti fra La domenica sportiva e Master chef, proponendo ricette originali, adattate ai diversi orari del fischio di inizio (12,30; 15; 18; 20,45), nonché di compagnia e di umore. Con una doppia prefazione: Xavier Jacobelli (opinionista di RaiSport e editorialista del Corriere dello Sport-Stadio) per la parte calcistica, Italio Bassi (chef dell’Enoteca Pinchiorri) per la parte culinaria. E ogni ricetta è dedicata a un grande calciatore del passato, in modo da poterla ricordare più facilmente.

 

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A tavola non si invecchia, recita un antico adagio. Tuttavia chi lo coniò non aveva a che fare con lo spezzatino del calcio in tv.

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Francesco Matteini ha quarant’anni di giornalismo sulle spalle: Radio Libera Firenze e Tele Libera Firenze, la «Città», «la Nazione» (capo della redazione sportiva), il «Corriere Fiorentino» (caporedattore centrale), «la Stampa» (corrispondente per Firenze e la Toscana), «Toscana24-il Sole24Ore»,  Fiorentinanews.com, Radio Blu. Vicepresidente della sezione toscana dell’Ussi (Unione stampa sportiva italiana), tiene il blog violaamoreefantasia.it.

Marco Romei ha iniziato a lavorare come cuoco all’età di 17 anni. Diventato chef è passato alla trattoria fiorentina I Raddi, dunque ai ristoranti Don Chisciotte e Portofino, quindi in Versilia, al Bistrot del Forte, all’Osteria del Mare e al ristorante Fratellini’s.

Forchetta & pallone è illustrato da Barbara Lamioni

Lady Mortazza • Quello che nessuno vi ha mai detto della mortadella

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Paola Balducchi

Lady Mortazza

Quello che nessuno vi ha mai detto della mortadella

ISBN 9788898837168

pp. 112

10 €

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La mortadella: le sue origini, i suoi pregi, le sue storie e le innumerevoli maniere nelle quali diventa protagonista in cucina. Il ritratto del salume più richiesto d’Italia, con caratteristiche, curiosità e perfino un’improbabile intervista.

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La mortazza ha solo pregi e nessun difetto, e si è conquistata il primo posto nella classifica dei salumi più apprezzati dai buongustai di tutto il mondo.

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Paola Balducchi, 65 anni, laureata in legge, dal 1996 a oggi ha pubblicato 25 libri di cucina. Per 10 anni è stata collaboratrice della rivista «La cucina naturale» con la rubrica Le ricette introvabili. Ha collaborato anche con il sito internet Buonissimo.

Lady Mortazza è illustrato da Chiara De Marco

Astici & mirtilli • Cronache culinarie da un viaggio in Maine

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Marcella Ansaldo

Astici & mirtilli

Cronache culinarie da un viaggio in Maine

ISBN 978 88 988 37 120

pp. 128

10 €

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Il Maine, stato a nord est degli Stati Uniti, al confine con il Canada, è uno dei luoghi che sono rimasti ‘diversi’ dal resto degli Stati Uniti: la natura è imponente e selvaggia, metti un piede fuori dai centri abitati e ti puoi imbattere in puma, serpenti velenosi, squali. Nel Maine i déjà vu sono frequenti, perché in ogni città ci sono zone assolutamente uguali le une alle altre, e non vanno certo prese come segno per orientarsi, specialmente non a Mount Desert Island, l’isola a forma di guantone da baseball all’interno dell’Arcadia Park, dove le donne vanno a raccogliere mirtilli e lamponi e ne fanno marmellate dense e scure. Qui si sfornano pies come quelle di Nonna Papera. Qui hanno una cucina tradizionale, e tra i prodotti tipici c’è il lobster, l’astice rosso presente in quantità (è il caso di dirlo) oceaniche; il Maple syrup, cioè lo sciroppo d’acero; i piccoli frutti di bosco. Ma quel che non hanno è sicuramente l’olio di oliva: così l’autrice, nei viaggi in Maine di cui racconta questo libro, lo ha regolarmente portato con sé dalla sua Toscana, per fondere insieme i diversi sapori e profumi, che proprio in queste pagine verranno creati e scoperti, anche attraverso ricette illustrate.

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Fare un piatto di gnocchi con la salsa di pomodoro è un lusso per pochi. Ma per pochi centesimi si compra un grande barattolo di burro di noccioline. Essere magri in America è costoso.

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Marcella Ansaldo è nata all’ Isola del Giglio nel 1958. Trasferitasi a Firenze nel 2000, dal gennaio 2001 al giugno 2009 ha insegnato materie correlate alla cucina in un Istituto Professionale e Universitario per studenti stranieri. Dal 2004 ha svolto lavori di personal chef, restaurant consultant, organizzatrice di party negli USA. Nel 2009 ha aperto una propria scuola di cucina. Recentemente è stata invitata dall Università di Vancouver Island per una conferenza sugli effetti della globalizzazione nell’ambito del cibo. Con Effequ ha pubblicato, nel 2005, il romanzo Impermanenza.

Astici & mirtilli è illustrato da Azzurra Galatolo

Cioccolate • Storia e ricette di una celebre tentazione

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Ivonne Boscaino

Cioccolate

Storia e ricette di una celebre tentazione

ISBN 978 88 988 37 106

pp. 144

11 €

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Da quando anche i dietologi si sono arresi ai benefici apportati dalla teobromina, i libri sulla storia della cioccolata si sono succeduti a ritmo costante. Ma proviamo a ribaltare la prospettiva: invece di partire dai benefici fisici o dai piaceri del palato, partiamo dalla letteratura, e caliamoci in un immaginario di cioccolata narrata, vissuta, contemplata. Restiamo lì sulla soglia, a osservare, a nutrirci di antologie, prima di andare ad assaggiarla, quella cioccolata. Passiamo così alle ricette che, sia ricordato, sono state tutte rigorosamente provate, assaggiate, degustate e in alcuni casi perfino rimpiante, giacché anche nell’estasi non è facile ignorare la bilancia.

 

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Su un binomio siamo certi di non sbagliare: cioccolato e indulgenza da sempre si danno il braccio.

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Ivonne Boscaino è nata a Benevento, ma vive in Toscana da quasi vent’anni. Ha un marito, due lauree e quasi tremila volumi in casa, motivo per cui oggi legge principalmente ebook. È bibliotecaria nella sede grossetana dell’Università di Siena e nel tempo libero insegna Scrittura creativa all’Unitre di Orbetello. Di solito scrive romanzi, ma la cioccolata è stata una tentazione irresistibile.

Strade del Morellino • Storie e avventure di un vino famoso nel mondo

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Matteo Teodori

Strade del morellino

Storie e avventure di un vino famoso nel mondo

ISBN 978 88 98837 076

pp. 128

10 €

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Il Morellino è un vino arcinoto: bevuto, esportato, celebrato, apprezzato in una buona parte del mondo che conosciamo. Ma cosa si nasconde dietro la sua etichetta, il suo nome, il suo sapore? Che curiosità e che storie l’hanno portato a essere un prodotto così importante?

Un’indagine nata sul campo e proseguita sui libri racconta tutto questo: retroscena e avventure, storia antica e recente, mescolata a interviste e aneddoti e intrecciata con ricette tipiche da accompagnare, ovviamente, al vino. Senza escludere uno sguardo alle caratteristiche squisitamente tecniche del Morellino: gli uvaggi, le scelte da fare nel processo che va da uva a bevanda, i criteri di produzione. Ma soprattutto, questo libro, corredato dalle illustrazioni di Barbara Lamioni, cerca una chiave di lettura enogastronomica e antropologica per fotografare un popolo e una terra, la Maremma. Quale chiave migliore del vino per rappresentarla?

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Buona parte del mondo conosciuto era bagnata dal vino dell’antica Etruria, e la prova che questo fosse proprio l’antenato del Morellino è data dal timbro SEST, il ‘marchio di fabbrica’ della famiglia dei Sestii, impresso sulle anfore vinarie ritrovate lungo le coste di Sardegna, Lunigiana, Liguria, Francia.

Io, che del vino di Scansano avevo letto e soprattutto bevuto, non avevo mai sentito parlare del “chicco di Morellino”. Immaginavo che il vino Morellino si facesse a forza di spremere chicchi di Sangiovese, e invece il mio interlocutore è di un altro avviso. Continuando nell’elogio del suo vino mi sta facendo capire che quel che ho di fronte è un discorso teologico e non botanico.

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Matteo Teodori Nasce nel 1982 in Maremma. Se ne allontana per laurearsi in storia Contemporanea tra Firenze a Genova, ma poi ci ritorna. Ha redatto la cronaca sportiva locale e ha portato avanti una rubrica storica per un periodico. Con Effequ ha pubblicato nel 2007 Le ultime ore del Capossi, racconto breve inserito nella raccolta Il sapore del fumo.

Da diversi anni si interessa al vino per passione e al Morellino per il gusto. Sempre sull’orlo di aprire un’enoteca, ma continuamente intento a far dell’altro per aggiungere ancora un po’ di vino alla biografia.