Ricette di confine

 

Silvia De Marco

Ricette di confine • il cibo narrato dalla Palestina occupata

ricettacoli

ISBN 9788898837526

pp. 208

12 €

UNA TERRA OCCUPATA SI RACCONTA ATTRAVERSO I SUOI PIATTI

Alaa mi ripete spesso che Tulkarem non è stata sempre una città così chiusa e religiosamente osservante come è adesso. Tutto è iniziato a cambiare dopo la Seconda Intifada, dopo i lunghi coprifuoco da parte dell’esercito israeliano e gli arresti indiscriminati, dopo la confisca delle terre e la distruzione delle attività. La gente si fida meno, dice Alaa, ha meno voglia di sperimentare e guardare oltre al proprio naso.

la Khubbezeh, che a conti fatti è la nostra malva 

Il libro

Abitare un territorio in perpetuo dissidio come la Palestina significa avere a che fare con un attaccamento alla vita ben diverso da quello che siamo abituati a sperimentare in occidente. E conoscere un territorio significa frequentarlo anche attraverso il suo cibo, che è la prima e più autentica forma di attaccamento alla vita. È così che viene fuori la storia profonda e antica di un Paese che vede costantemente minacciata la propria identità, e che la rivendica nei modi in cui può trovare spazio, ritrovandosi nelle tradizioni. Questo ricettario narrato ha una storia per ogni piatto, e ogni storia dà una nuova prospettiva sulla Palestina occupata, che può e sa raccontarsi in tutti i suoi meravigliosi aspetti, partendo da ciò che mangia. Sayadieh, Maqlubeh, Khubbezeh, Fattet Hummus, Kofta Kebab: questi alcuni tra i nomi delle tante ricette raccontate in questo libro di confine – illustrato da Chiara De Marco e con prefazione di Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente per “Il Manifesto” – che cuce assieme cibo, esperienze, storia e geografia.

Il libro di Silvia De Marco svolge un ruolo importante. Non è un elenco di ricette palestinesi come potrebbe inizialmente apparire. È il racconto della vita quotidiana di un popolo, del suo agire in condizioni ostili, del suo tenersi fedele a una memoria collettiva tramandata di padre in figlio.

dalla prefazione di Michele Giorgio

L’autrice

Silvia De Marco è nata a Firenze e da quattro anni vive a Ramallah, in Palestina, dove lavora a progetti sull’ambiente e a percorsi educativi con
bambini e ragazzi. Stimolata dal contesto e da incontri che hanno lasciato il segno, ha avuto modo in questi anni di esplorare nuovi interessi, e coltivare quelli che già la appassionavano, tra cui la cucina, elemento come pochi altri capace di raccontare un popolo e celebrarne l’identità.

Chilografia• diario vorace di Palla

Domitilla Pirro

Chilografia • diario vorace di Palla
romanzo

ISBN 9788898837557

pp. 208

15 €

“Voce, potenza, stile, contenuto, immaginario: Domitilla Pirro ha tutto”.

Violetta Bellocchio

Disturbo alimentare, violenza fisica e verbale, solitudine, realtà virtuale sono alcuni dei temi di questo romanzo inquieto e tuttavia leggero, che con notevole potenza narrativa e realismo racconta gli anni Ottanta, Novanta e il recente inizio del millennio, facendoli scorrere attraverso gli occhi di una ragazza che mangia troppo.

Questa è una storia fatta di chili: la storia di Palma, che cresce in una normalissima famiglia disfunzionale, tra una madre volubile, un padre lontano e una sorella fin troppo perfetta. Palma mangia, e nel suo turbolento percorso di formazione, in cui scorrono trent’anni di Roma e d’Italia, trova in un videogioco la via d’uscita dall’incubo delle relazioni, del giudizio, del peso. Attraverso il gioco scopre le chatroom: lì conosce Angelo, un ragazzo con la passione per le donne grasse, con cui inizia una storia vera e al quale ha il coraggio e la gioia di mostrarsi per come è. Ma non è facile distinguere l’amore dall’ossessione, e presto il rapporto con Angelo arriverà a farsi vessatorio.
Palma saprà risolverlo a modo suo, mettendoci il cuore.

Palma pensa al sangue futuro. Poi sente un nodo. Sente che da qualche parte c’è una specie di nodo da sciogliere. Porta i palmi sotto il sedere, si tira le chiappe con le mani una di qua una di là: cerca di allargarsi fisicamente, di fargli posto, il cratere che non è un cratere, che è un crepaccio appena. È una feritoia. È una ferita aperta. E brucia. E brucia e si spacca e brucia, una e due e tre volte e dieci, e cazzoscusascusascusa, e ecco dove stava il sangue, tutto addosso ce l’ha, ce l’ha lui, lo ha sporcato, lo ha sciupato, ha rovinato tutto e ha un urlo in gola e non ha nessuna parola. Nemmeno per un dolore del genere esiste una parola sola, nemmeno per quello.
Soprattutto.


Volerà Palla fra i carpini della valle? Niente salite né sudore?
È qui, mentre aspetta di sapere se atterra, che Palla ha capito tutto. Se prendi la rincorsa giusta non pesi nemmeno più.

L’autrice

Domitilla Pirro (1985) è giornalista pubblicista iscritta all’ODG di Roma e direttrice creativa di Fronte del Borgo alla Scuola Holden di Torino. Con il racconto Sote’ ha vinto la quinta edizione del concorso letterario 8×8 organizzato da Oblique Studio; suoi racconti sono usciti su «la Repubblica», «Linus», «Playboy», «minima&moralia», abbiamoleprove.com e in Brave con la lingua (Autori Riuniti).
Insieme a Francesco Gallo crea e anima “Merende Selvagge – mica la solita storia”, progetto didattico-narrativo per umani di varie dimensioni.

Domitilla è rappresentata da Oblique Studio.

Rassegna stampa

Clelia Attanasio su Il rifugio dell’Ircocervo

Leviatania • una favola di mare e guerra

Stefano Cardoselli

Leviatania • una favola di mare e guerra

ISBN 9788898837502

pp. 100

18 €

Cardoselli dipinge con la forza del suo tratto ricchissimo, del suo immaginario surreale, mescolando sogno e realtà…

Claudio Scaccabarozzi su Bad Comics

Dall’inconfondibile tratto di Stefano Cardoselli, un nuovo romanzo grafico, questa volta interamente a colori.

Gebedia vive in mezzo all’oceano Atlantico. È il custode di un albergo dove non c’è niente da custodire: solo un grande palazzo vuoto: così trascorre le sue giornate parlando con gli animali del mare, e con il Leviatano, il grande mostro che tutto sa. Finché, nel 1915, il Lusitania, un transatlantico carico di gente e di armi, viene affondato proprio davanti agli occhi di Gebedia. Non sarà quel grandioso naufragio a scuotere il custode dal suo torpore, ma una foto, rinvenuta nel mezzo della catastrofe.
È la moglie di una delle vittime, è bellissima, e Gebedia sa che non può fare altro che cercare quella donna, trovarla, vivere con lei. Senza curarsi della Grande Guerra appena scoppiata in Europa, si lascerà alle spalle l’albergo e le popolazioni marine, i mostri mitologici e la solitudine: ma tutto ha un prezzo, come Leviatano sa, e profetizza.

tavole in anteprima

L’autore

Stefano Cardoselli dal 1999 collabora stabilmente con il celebre Heavy Metal Magazine, e negli anni ha pubblicato soprattutto negli Stati Uniti, passando da 2000 AD, Rolling Stone, Time Magazine e case editrici quali Simon and Shuster, Storm Front, Antartic Press, Dark Slingers Comics, Bluewater Comics, Arden Ent e Atlas Comics.

Nel 2015 ha ottenuto la nomination come miglior disegnatore italiano al Treviso Comic Book Festival e di recente ha prodotto cover speciali ed è stato il primo italiano a far parte dell’antologia fantasy Tales of Teelguuth [2000 AD, introduzione di Alan Moore]. Collabora con case cinematografiche quali la statunitense TROMA.

Ha recentemente lavorato alla sceneggiatura di In viaggio con Adele, di Alessandro Capitani, sceneggiatura di Nicola Guaglianone.

Con effequ dirige la collana Illustri e ha pubblicato i romanzi grafici Persival [all’interno del saggio L’ecosistema non è acqua, 2016] e Il grande sgarbo [2017].

Eccentrico • Autismo e Asperger in un saggio autobiografico

A novembre

Fabrizio Acanfora

Eccentrico • Autismo e Asperger in un saggio autobiografico

ISBN 9788898837519

pp. 176

14 €

A quarant’anni ho scoperto che quel bambino non era sbagliato, ma diverso, che quel piccolo individuo non molto empatico e un po’ egocentrico era fatto così, e basta. A quarant’anni ho scoperto di essere autistico.

I VOLTI DELL’AUTISMO INDAGATI E RACCONTATI IN PRIMA PERSONA

Gli ultimi anni hanno visto crescere il dibattito sull’autismo, eppure non di rado ci si trova di fronte a teorie pseudoscientifiche e terapie che cercano di costringere l’autistico a rinunciare alla propria identità in nome di un’‘integrazione’ non necessariamente utile, che soprattutto non tiene in considerazione i bisogni e l’essenza stessa di una persona con autismo. E allora, quali sono i vissuti di chi si trova in una tale condizione?
Eccentrico, saggio autobiografico, racconta proprio l’autismo a partire dall’esperienza quotidiana di una persona con sindrome di Asperger. Emergono qui le difficoltà vissute in prima persona, le crisi che ciclicamente intervengono nel mondo di un autistico, le loro cause e conseguenze, l’incapacità di comprendere un mondo strutturato e regolato da e per persone ‘normali’.

Un libro per contribuire alla conoscenza dell’autismo come modo di vedere il mondo, che può portare alla comprensione di una realtà che ancora troppo spesso viene vista attraverso stereotipi cinematografici caricaturali, e anche un libro per le persone autistiche, perché comprendano che pur nella loro unicità non sono sole né ‘guaste’: in loro non c’è nulla da riparare ma, probabilmente, solo abilità da affinare, strategie da sviluppare per il loro stesso bene e non per compiacere gli altri. Le diagnosi sull’autismo nei bambini sono in continuo aumento e questo libro può essere uno strumento in più, utile a insegnanti e genitori.

L’autore

Fabrizio Acanfora (Napoli, 1975) è pianista e clavicembalista. Per oltre vent’anni è stato costruttore di strumenti a tastiera del periodo barocco. Collabora con l’Istituto catalano di Musicoterapia allo sviluppo di nuove metodiche terapeutiche per persone autistiche; è coordinatore  e docente presso il Master in Musicoterapia all’Università di Barcellona e coordinatore della ricerca in Musicoterapia presso l’Hospital del mar di Barcellona. Da narratore nel 2015 ha pubblicato I racconti di Barcellona (Officine editoriali, 2015).

Rassegna Stampa

Leggi l’anteprima su L’Indiscreto

Nerdopoli • espressioni di una comunità in evoluzione

Eleonora C. Caruso

Nerdopoli. Espressioni di una comunità in evoluzione

Prefazione di Tito Faraci

ISBN 9788898837533

pp. 176

14 €

Nerdopoli è un punto d’incontro e confronto di esperienze diverse, per essere esaminate da dentro e poi andare fuori, allo scoperto: sotto gli occhi anche di chi nerd non è o non lo è più, ma forse scoprirà di esserlo almeno un po’. Dimostrando che comunità apparentemente chiuse in realtà sono molto coese e possono fare sistema.
Quartieri di una metropoli grande quanto mondo.

Dalla prefazione di Tito Faraci

L’UNIVERSO NERD: COS’ERA, COSA STA DIVENTANDO, E COME INFLUENZERÀ LA NOSTRA SOCIETÀ

Fino a pochi anni fa il nerd, in Italia tradotto come ‘sfigato’, era il ragazzo disadattato, fisicamente repellente, cervellone al limite del maniacale e dedito a hobby considerati ridicoli, come le storie di fantascienza e la tecnologia.
Ma i tempi cambiano, e nel corso degli anni si è andato rafforzando un vero e proprio orgoglio identitario: oggi il nerd non è più lo sfigato con gli occhiali spessi, ma un uomo, o una donna, con competenze precise e consapevole del proprio valore, anche ideologico.
Gli autori di questo saggio vogliono offrire una panoramica approfondita su quel che oggi può significare la ‘nerdità’.
Come in una metropoli, ‘vivere la nerdità’ significa relazionarsi con una variegata compagine di persone dai diversi e specifici interessi: dall’esperta di videogiochi al gatekeeper, dalla lettrice di manga LGBT all’appassionato di anime, per mostrare al lettore che non esiste un noi e un loro, che ogni nerd è una persona e che in ogni persona c’è sempre un po’ di nerd.

Indice dei saggi

Introduzione – Tito Faraci
Susanna Scrivo – Niji. L’arcobaleno dal Giappone
Eleonora C. Caruso – Rifarsi una storia. Genesi e resistenza delle fanfiction
Alice Cucchetti – Big damn heroes. Quelli che, guardando la tv, hanno cambiato il modo di guardare la tv
Arianna Buttarelli – Del mettersi in gioco. Storie e videogiochi: un matrimonio imperfetto
Simone Laudiero – Interferenze. La storia d’amore tra letteratura fantasy e giochi di ruolo
Matteo Grilli – La liberazione dell’otaku. Una rivoluzione che passa dagli anime
Aligi Comandini – Tu non puoi passare. La deriva (per niente nerd) del gatekeeping

La curatrice

Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Appassionata di anime e videogiochi fin da piccola, ha iniziato a scrivere fanfiction nel 2001 e non ha mai smesso. Nel 2012 ha pubblicato Comunque vada non importa con Indiana Editore, nel 2018 Le ferite originali con Mondadori. Collabora e ha collaborato con numerose riviste (Wired, Prismo) e case editrici di fumetti (JPop, RW). Vive a Milano, in una casa che contiene a stento le sue action figures.

rassegna stampa

leggi il saggio di Eleonora C. Caruso su NOT
leggi il saggio di Matteo Grilli su L’indiscreto
Eleonora C. Caruso ospite di Fahrenheit
Domenico Nunziata su Nerdcore
Susanna Scrivo su Radio Onda D’Urto
Chiara Severgnini su 7 Corriere
Violetta Bellocchio su Il Libraio.it

Meticcio • L’opportunità della differenza

Bruno Barba

Meticcio. L’opportunità della differenza

Prefazione di Marco Aime
Postfazione di Guido Barbujani

ISBN 9788898837540

pp. 304

15 €

Arrendetevi tutti, il meticcio arriverà.
Anzi, è già tra noi: è dentro di noi.
*
“La genetica e l’antropologia si stanno sbarazzando di un concetto, la razza umana, che non ha niente di scientifico, e ha impedito per secoli di comprendere la vera natura della diversità umana e la complessità del nostro essere biologico”.
dalla postfazione di Guido Barbujani
*
“Il libro di Bruno Barba si propone come manifesto di un nuovo modo di vedere il nostro passato e il nostro presente, rileggendo la storia in chiave di movimenti e di scambi”.
dalla prefazione di Marco Aime

L’antropologia del meticciato e il futuro dell’umanità

L’umanità è fatta di mescolanze: come insegnano le culture mediterranee, caraibiche, sudamericane, il meticciato rappresenta un destino ineluttabile: non da subire passivamente, bensì da considerare come un’occasione imperdibile per una decisa apertura alla diversità e alla scelta. È il momento di promuovere l’essere transculturale, la nuova mobilità planetaria, di affrontare il nostro tempo con strumenti interpretativi adatti, senza alcun timore. Nessuno perderà la propria identità, al contrario la rafforzerà e la celebrerà, attraverso il processo di ibridazione.

Questo saggio, in una nuova edizione ampliata e rivista, destruttura, anzi decolonizza la nostra mente, e prova a pensare per nuove categorie. Partendo dalla storia si intraprende un percorso che si pone come il ‘manifesto del meticciato contemporaneo’: una riflessione cruciale per il nostro tempo, un’affilata antropologia dell’in-differenza.

L’autore

Bruno Barba è Ricercatore di Antropologia del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Genova. Da più di vent’anni studia il meticciato culturale e il sincretismo religioso del Brasile. Tra le sue pubblicazioni Bahia, la Roma Negra di Jorge Amado, (Unicopli 2004), La voce degli dèi (Cisu 2010), La XXXIII squadra (effequ 2010), Dio negro (Seid 2013), No País do futebol (effequ 2014), Rio (Odoya 2015), Calciologia (Mimesis, 2016), San Paolo (Odoya 2017), 1958. L’altra volta che non andammo ai Mondiali (Rogas 2018). Tra le sue traduzioni Mitologia degli Orixá (Edit 2015) di Reginaldo Prandi.

Rassegna stampa

estratto su Il Lavoro Culturale
intervista a Radio Popolare
intervista a Fahrenheit

Cereali al neon • Cronaca di una mutazione

Sergio Oricci

Cereali al neon

Cronaca di una mutazione

ISBN 9788898837496

pp. 192

13 €

“Sento la tensione salire perché non so, nessuno lo sa, se, come e quando l’universo esploderà. La stanza bianca si è riempita di stelle, pianeti e buchi neri. Siamo osservatori in un planetario fatto di gomma, elio e fato. Mi attraversa la mente Piero Manzoni, che forse era un looner”.

Un’odissea nella metamorfosi digitale

Un livello dopo l’altro, un’esperienza dopo l’altra, Silvano Rei si trasforma. La sua evoluzione non è graduale, ma si compie attraverso momenti violenti di introspezione e di esibizione. Vuole cambiare, vuole stare nel tempo, e cambiare la sua percezione delle cose, e con la percezione delle cose cambiare gli universi, come opere d’arte contemporanea, attraenti, incomunicabili. Rei non resta mai uguale: è necessario mutare per appartenere a un mondo, per comprenderlo e conviverci, anche se per poco. Ogni frame è una performance, e ogni performance è la vita. E si susseguono incontri frenetici con bare, corpi, combattimenti, ologrammi, maschere e bianconigli: cosa diventerà, Silvano Rei lo scoprirà ogni volta a sue spese.

Narrato con un linguaggio visionario e personalissimo,
questo viaggio in tre movimenti è la storia di un essere troppo umano in un mondo disumano, un artista contemporaneo
che, in tutti i modi, cerca una risposta alla domanda universale: che
cosa siamo?

L’autore

Sergio Oricci (Fiesole 1982) ha pubblicato il romanzo Bianco Shocking(uscito nel 2014 per le edizioni 20090 di Tommaso Labranca) più articoli e racconti sulle riviste «Tipografia Helvetica», «Osso magazine», «Exibart», «Altrisogni», «Rapsodia», «Crapula club». Un suo racconto è presente in Odi. Quindici declinazioni di un sentimento (effequ).

Rassegna Stampa

Diletta Crudeli su Paper Moon
Giovanni Bitetto su Flanerì
Gabriele Merlini su Nazione Indiana
Ferruccio Mazzanti su Il mondo o niente
Federica Sabelli su Altri Animali
Sylvie Contoz su Crapula Club
Clelia Attanasio su Il rifugio dell’Ircocervo
Lorenzo Masetti su L’Eco del nulla

Non so di non sapere • Revisioni semiserie alla filosofia

Tony Brewer

Non so di non sapere

Revisioni semiserie alla filosofia

ISBN 9788898837472

pp. 176

12 €

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Il capovolgimento umoristico della filosofia per come la si conosce e (soprattutto) la si insegna

“Non leggetelo, questo libro. Perché è educativo. Riesce a farci capire un sacco di cose con un linguaggio semplice, comprensibile, senza tanti giri di parole. Porta i lettori ad accrescere le loro facoltà intellettuali e morali. Diffonde troppe conoscenze e troppo sapere. E questo non si fa. Educare è diseducativo”. – dalla prefazione di Pino Imperatore

È tradizione catalogare e inscrivere in correnti filosofiche tutti i grandi pensatori che hanno solcato il nostro glorioso passato. Tuttavia, a guardare con occhio esperto, disincantato e cinico le teorie che questi illustri pensatori hanno formulato e scritto, emergono contraddizioni, incoerenze, assunti che fanno acqua da tutte le parti, pretese di certezze assurde e ancora molto altro ma, soprattutto, domande inutili. Questo saggio, narrato da chi la filosofia la esplora e la insegna quotidianamente, può essere letto da giovani studenti esasperati, esperti indagatori dell’animo umano ormai disillusi, ex-filosofi annoiati o più in generale semplici amanti e curiosi della storia del pensiero che qui possono incontrare, in un tono a metà tra l’ironico e il dissacratorio, una prospettiva inconsueta. Al contrario di quanto sostengono studiosi serissimi e prendendo spunto da ciò che i filosofi hanno veramente detto o fatto, questo libro vuole dimostrare l’assoluta idiozia dei filosofi e la genuina inutilità dello studio della storia della filosofia nei licei. Beninteso: si tratta di uno scherzo. Forse.

Questo libro è dedicato a tutti gli studenti che hanno vissuto la disavventura di avere professori di storia della filosofia che pretendevano da loro riflessioni critiche.

Riflessioni critiche che loro (i professori di storia della filosofia) non sanno neppure cosa siano.

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Tony Brewer (Firenze, 1963), dopo un’infanzia trascorsa in Inghilterra si laurea a Napoli in Filosofia. Ha pubblicato saggi sull’individualismo metodologico nella riflessione politica inglese del Seicento e curato la sezione «Filosofia» nel volume per le scuole L’Islam spiegato dai ragazzi ai ragazzi. Dal 1991 è professore di storia e filosofia nei licei.

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Rassegna stampa

Leggi un estratto su l’Indiscreto
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Reading Can Save Us
Gabriella Mazzeo – Zon.it
Intervista su Zon.it
Matilde Quarti – Panorama.it
Mario Bonanno – Sololibri.net
Il Libraio
Davide Raimondi – Altri Animali
Ugo Cundari – Il mattino
Nazareno Pastorino – P.O.I. – rivista filosofica
Elisa Carrara – Flanerí

Un’altra cena • O di come finiscono le cose

Simone Lisi

Un’altra cena

O di come finiscono le cose

ISBN 9788898837458

pp. 176

12 €

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Il fascino discreto della post borghesia

Un canarino liberato dalla gabbia. Una luce nella corte perennemente accesa. Esiste solo la vita borghese. Questi alcuni degli argomenti di conversazione di quattro amici a una cena qualunque. Discorsi interrotti, ripresi, lasciati a metà perché non portano da nessuna parte. Discorsi che tuttavia dicono di loro quasi tutto: del mondo segreto che li muove, di quello che saranno tra dieci anni, del loro destino. Ci sono le abitudini, le colazioni, le case, i mutui, i tic, i desideri. E sullo sfondo di una cena, divisa in quattro atti come un’opera di Mozart, si staglia placido il disastro, la fine di tutto, che malgrado si cerchi di tenere fuori dalla porta di casa, torna ad affacciarsi.

Le porte adesso sono socchiuse.

In una coppia le porte sono tutte socchiuse. Vogliamo aprirle?

*

Esiste solo la vita borghese ha detto Andreas, dopo una serie di frasi che ci giravano intorno, circa il senso di fare un mutuo trentennale per comprarsi la casa.

«Comprarsi la morte» ha chiosato lui «Comprarsi un posto dove invecchiare, dove ci colga la malattia, quando indosseremo i borselli a tracolla. I borselli di oggi sono come i cappelli negli anni cinquanta, e questa cosa dell’abbigliamento dice tanto».

*

Tienici questo canarino, si chiama Sono Gay, anzi, siccome erano due e sono del tipo Inseparabili, lui si chiama Sono, l’altro è morto. Si chiamava Gay, ma forse non c’è mai stato.

Come scusa? chiedeva lui.

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Simone Lisi (Firenze 1985), dal 2001 pubblica i suoi racconti su antologie, riviste online e cartacee (tra cui il Gabinetto Viesseux, Marcos y Marcos, «Scrittori Precari», «Pratosfera», «A few words», «L’inquieto», «Verde Rivista», effequ). Dal 2014 fa parte della redazione di «Stanza251», rivista online di arte e letteratura. È uno dei fondatori del collettivo «In fuga dalla bocciofila», che si occupa di cinema e narrazioni.

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Rassegna stampa

Stanza 251
Il Libraio.it
Gabriele Ametrano – Corriere fiorentino
Federico Di Vita – Intoscana.it
Gaia Rau – Repubblica firenze
Ferruccio Mazzanti – Il mondo o niente
Italians book it better
Perfect Magazine (English)
Martina Scapigliati – FUL Magazine
Ippolita Luzzo – Litweb
Vanni Santoni – Corriere fiorentino
Federica Guglietta – Il lunedì dei libri
Selene Mattei – L’eco del nulla
Luca Starita – Lungarno
Paolo Bonari – Minima&Moralia
Gianluca Garrapa – Satisfiction
Raffaele Mozzillo – Una banda di cefali
Francesca Crescentini – Tegamini
Debora Pellegrinotti – Bisenzio7
Elisa Carrara su Flanerí
a Fahrenheit – Radio 3
Fabrizia Gagliardi – Il mondo urla dietro la porta

Anita je t’aime • L’eterno rincorrersi di due rivoluzionari

Greta Xella

Anita je t’aime

l’eterno rincorrersi di due rivoluzionari

ISBN 9788898837434

pp. 130

15 €

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Un grande e tormentato amore risorgimentale

 

Ana Maria Jesus de Ribeiro, la Anita di Giuseppe Garibaldi, non muore davvero nel 1849. Il suo decesso viene inscenato per fini più grandi, per missioni europee, a rincorrere sogni libertari e rivoluzionari, e alla ricerca di un fratello illegittimo che risponde al nome di Michail Bakunin. È così che Anita e Giuseppe, benché innamoratissimi, si separano, consapevoli che sarà un’ardua e lunga avventura quella di ritrovarsi. Passano così anni europei, fatti di battaglie, comuni, insurrezioni, figli e ideali: mentre Anita si trova a vagare tra Germania, Francia e Inghilterra, conoscendo le più influenti menti della sua epoca, Giuseppe fa l’Italia, viene proclamato eroe e continua le sue battaglie. I due si sfiorano in continuazione, si intuiscono, si amano ancora, si cercano, senza tuttavia mai riuscire a incontrarsi davvero. Ci riusciranno, ma solo dopo trent’anni.

Una nuova ucronia risorgimentale, raccontata in fumetti, che parla d’amore, di ricerca e di libertà, suggerendo che la storia sia sempre determinata dalle passioni, e sempre leggibile in modo diverso.

 

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Greta Xella, di sangue romagnolo e trapiantata a Milano, dal 2011 comincia a farsi le ossa con le autoproduzioni, mentre nel 2015 disegna  Karmapolis, libro sceneggiato da Nebbioso ed edito da RenBooks. Collabora poi con varie case editrici italiane, partecipa a due degli ‘antologici’ di Attaccapanni Press,  Grimorio e Melagrana. A oggi è al lavoro su Anita je t’aime e sul suo prossimo libro che uscirà per Bao Publishing.

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Rassegna stampa
A Clacca piace leggere
Mentinfuga
Mondo Rosa Shokking
Mangialibri
Bad Comics